Salvini incontra i petrolieri: taglio delle accise per un mese e diesel a 1,90 euro

18.03.2026 19:25
Salvini incontra i petrolieri: taglio delle accise per un mese e diesel a 1,90 euro

Il 16 marzo 2025, il vicepremier Matteo Salvini ha incontrato i rappresentanti di Big Oil in prefettura a Milano per affrontare l’aumento dei prezzi di benzina e diesel dovuto al conflitto in Medio Oriente e al blocco dello Stretto di Hormuz. Durante il vertice, il governo ha accettato di tagliare temporaneamente le accise sui carburanti, mentre le compagnie petrolifere si sono impegnate a non superare «un prezzo medio massimo» e i concessionari autostradali a ridurre i loro profitti, riporta Attuale.

Gli avvertimenti di Salvini al settore

Alla vigilia dell’incontro, Salvini aveva già espresso preoccupazioni riguardo alla speculazione da parte degli operatori del settore. «La guerra in Iran non può essere una stangata per famiglie e imprese. Se c’è qualcuno che sta speculando, da ministro dei Trasporti non sono disponibile a tollerarlo. Abbiamo tassato le banche, possiamo anche tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere», aveva dichiarato con fermezza.

Come funzionerà il taglio delle accise

Uscendo dall’incontro con i giornalisti, Salvini ha dichiarato di essere «soddisfatto» per la risposta dei rappresentanti del settore come Eni, Ip e Tamoil. Ha escluso un prelievo fiscale straordinario, affermando: «Stiamo lavorando già da stasera con un primo sostanziale taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore». Sebbene i dettagli economici non siano stati resi noti, il governo prevede di investire «diverse centinaia di milioni di euro» per riportare il prezzo del carburante «sotto i due euro al litro».

Un intervento «sperimentale» per un mese

Il taglio delle accise avrà una durata «sperimentale» di un mese per monitorare l’evoluzione della situazione internazionale. Rispondendo a domande sulla possibilità di rendere il taglio strutturale, Salvini ha affermato: «L’auspicio è che non si debba andare avanti per altri mesi, perché il rischio è che, se la guerra andasse avanti a lungo, non ci sia proprio carburante».

Gli impegni di petrolieri e benzinai

Salvini ha dettagliato l’impegno del governo, ma è rimasto vago sulle azioni delle compagnie petrolifere. È stato chiesto di stabilire un «prezzo medio massimo» e ai concessionari autostradali di «tagliare una parte dei loro profitti». In particolare, Salvini ha sottolineato che il margine dei benzinai è modesto e che la speculazione avviene altrove, suggerendo che i concessionari possono contribuire a ridurre i costi.

La battaglia in Europa sull’Ets

Per favorire ulteriormente la diminuzione del prezzo del carburante, Salvini ha rilanciato la richiesta di sospensione dell’Ets, il sistema europeo di scambio di quote di CO₂, in vista del Consiglio europeo. Ha affermato: «Sono sicuro che il governo italiano domani si farà valere. E qualora a Bruxelles qualcuno facesse finta di non capire, sono altrettanto sicuro che il governo interverrà direttamente».

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