Roma, 18 ottobre 2026 – La Repubblica di San Marino si avvicina alla Ue pur senza entrarne a far parte. Domani nella sede della Commissione europea, a Bruxelles, siglerà infatti l’accordo di associazione con l’Unione Europea, che sigillerà il percorso avviato nel 2014, “consolidando la presenza del Paese nello scenario europeo e aprendo nuove prospettive di integrazione nel mercato interno per cittadini, giovani e imprese”, riporta Attuale.
Cosa cambia con l’accordo di associazione
Si tratta di un passaggio storico per la Repubblica di San Marino. L’accordo di associazione con l’Unione Europea consente al Paese di entrare a far parte del Mercato Unico Europeo pur restando uno Stato sovrano esterno alla Ue. In particolare, l’accordo assegna a San Marino un livello di integrazione economica paragonabile a quello dei Paesi dello spazio economico europeo (come Norvegia, Islanda e Liechtenstein), evitando però i costi politici e istituzionali dell’adesione vera e propria.
Quali diritti acquisiscono i sammarinesi
Di fatto, l’accordo garantisce a cittadini e imprese sammarinesi l’accesso alle 4 libertà fondamentali del mercato interno europeo: libera circolazione delle persone e dei lavoratori (i sammarinesi possono studiare, lavorare e risiedere liberamente nei Paesi Ue senza la necessità di permessi speciali o visti), libera circolazione delle merci (le aziende sammarinesi possono esportare prodotti nei Paesi Ue senza barriere burocratiche, doganali o discriminazioni normative), libera circolazione dei servizi (banche, professionisti e imprese sammarinesi possono erogare i propri servizi all’interno della Ue a parità di condizioni con le aziende comunitarie) e libera circolazione dei capitali (maggiore integrazione dei sistemi finanziari e bancari sammarinesi nel circuito europeo).
Perché San Marino non è entrato direttamente nella Ue?
Per un microstato come San Marino (circa 34.000 abitanti), l’adesione piena presenterebbe diversi ostacoli, anzitutto per il peso istituzionale sproporzionato. La piccola repubblica sammarinese non avrebbe la capacità burocratica per gestire i tavoli di negoziazione e le istituzioni di Bruxelles. Inoltre, per la perdita di specificità fiscale e normativa, l’adesione piena imporrebbe infatti l’adozione automatica di tutto il diritto comunitario, riducendo l’autonomia legislativa interna. Per questo, la Repubblica di San Marino ha optato per l’accordo di associazione, che rappresenta una soluzione “su misura”, in quanto assicura tutti i benefici economici e commerciali della Ue senza rinunciare alla propria sovranità statale.