Scorte di gas ai minimi in Europa: il ruolo di Trump e aumento degli acquisti dalla Russia

09.10.2026 17:55
Scorte di gas ai minimi in Europa: il ruolo di Trump e aumento degli acquisti dalla Russia

Europa alle prese con carenze di gas e incertezza sul fronte russo

L’Europa affronta il prossimo inverno con scorte di gas ridotte al 72%, il livello più basso degli ultimi quindici anni, mentre le importazioni di gas liquefatto dalla Russia hanno raggiunto nuovi massimi. A complicare il quadro è la possibilità che gli Stati Uniti possano imporre sanzioni a Novatek, il principale produttore russo di gas liquefatto, che potrebbero alterare il già precario equilibrio delle forniture energetiche europee, riporta Attuale.

I dati di Entsog e Ieefa mostrano scorte europee di gas inferiori rispetto all’anno precedente, con picchi drammatici in Germania e Paesi Bassi, dove i livelli sono al di sotto del 60%. La causa principale è la crisi nel Golfo e i cambiamenti climatici che bloccano rotte cruciali, incrementando i prezzi energici e scoraggiando gli operatori dal riempire i depositi in estate.

Quanto al mercato di gas liquefatto, esso copre oggi il 40% delle forniture europee. L’analisi dell’Ieefa prevede che quest’inverno l’Europa potrebbe spendere il 12% in più per aumentare le importazioni ed evitare un calo delle scorte stimato in 7,3 miliardi di metri cubi rispetto all’anno scorso.

Dal 1 gennaio 2026, un divieto europeo limiterà ulteriormente le importazioni di gas russo, costringendo l’Europa a ridurre i consumi del 7%, pari a 14 miliardi di metri cubi. La Germania e i Paesi Bassi stanno già investendo per migliorare le loro riserve, mentre aziende pubbliche come Sefe intensificano gli acquisti.

Nel contesto attuale, un settimo del gas liquefatto che arriva via nave proviene dalla Russia, principalmente dall’impianto di Yamal in Siberia. Nei primi nove mesi del 2026, l’Europa ha importato circa 16 miliardi di metri cubi di Lng russo, per un valore di otto miliardi di euro.

Novatek, il principale produttore russo di Lng, beneficia maggiormente delle entrate, in quanto gode di notevoli esenzioni fiscali. Tuttavia, l’Europa sta cercando di chiudere gradualmente il rubinetto del gas russo liquefatto, con contratti a lungo termine vietati dal 1 gennaio 2027, seppure con eccezioni come il trasporto verso altri continenti da parte di armatori europei.

L’entrata in gioco degli Stati Uniti aggiunge un ulteriore strato di incertezza: il Lindsey Graham Act obbliga il presidente a decidere entro il 18 ottobre 2026 se imporre sanzioni a Novatek. Se ciò accadrà, l’arresto delle forniture di Lng russo colpirebbe il mercato europeo ben prima del previsto, aumentando la pressione sui governi per garantire forniture energetiche adeguate.

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