Sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano per gravi carenze igienico-sanitarie
In seguito a una serie di accertamenti, il tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni del carcere di Sollicciano, a causa di gravi carenze igienico-sanitarie e condizioni di lavoro non conformi ai requisiti di sicurezza. Il provvedimento è stato emesso ieri dopo la richiesta della procura, mentre attualmente non risultano indagati, riporta Attuale.
Secondo le indagini condotte dalla magistrato Christine Von Borries, le problematiche riguardano le condizioni “dei luoghi di lavoro individuati all’interno degli spazi comuni e delle celle detentive di alcuni reparti”. Le condizioni critiche del carcere, che vanno da infiltrazioni d’acqua a problemi di caldo e presenza di insetti, sono state frequentemente al centro di dibattiti legali, portando a ricorsi per violazione dell’art. 3 della Cedu riguardante il divieto di trattamenti inumani o degradanti.
Le indagini, condotte dalla squadra mobile e affiancate dal dipartimento prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl e dalla guardia di finanza, sono scaturite dai ripetuti ricorsi presentati dai detenuti ai magistrati di sorveglianza. Questi ricorsi miravano a verificare il rispetto delle norme del decreto legislativo 81/2008, concernente la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, poiché all’interno del carcere operano infermieri, poliziotti della penitenziaria, operatori sociali e detenuti in vari servizi interni come mensa e giardinaggio.
Gli investigatori, nell’arco di un anno, hanno effettuato numerosi sopralluoghi e ascoltato diversi testimoni, redigendo un dossier dettagliato (comprensivo di fotografie) riguardante gli spazi dei reparti penale e giudiziario maschile. Sono stati ipotizzati reati contravvenzionali relativi alle norme sulla pulizia dei locali di lavoro e sull’abitabilità dei dormitori.
Le sezioni sequestrate includono le 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile e le 9, 10 e 12 del reparto penale, oltre alla sezione di “accoglienza”; nel contempo, è stato ordinato il trasferimento di circa 200 detenuti coinvolti.
In un comunicato, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha dichiarato di essere a conoscenza delle condizioni della struttura e di aver finanziato un intervento di riqualificazione dell’istituto con 9 milioni di euro. “È un esempio e una sollecitazione per altre carceri”, ha affermato Giuseppe Fanfani, Garante dei detenuti della Toscana, sottolineando che Sollicciano non è l’unico carcere in Italia a fronteggiare gravi problemi.