Il destino incerto di Sergey Shoigu nella Russia di oggi
Sergey Shoigu, ex ministro della Difesa e figura di spicco nel governo russo, è tornato alla ribalta in seguito a una notizia di un presunto complotto militare attribuito a lui. Mentre i legami personali contano sempre meno nella Russia attuale, la notizia di un potenziale colpo di stato ha suscitato interrogativi sul suo attuale potere e autorità, riporta Attuale.
Negli ultimi anni, Shoigu era stato messo in ombra, rimosso dalla guida della guerra in Ucraina, amid scandalosi sospetti di corruzione nelle forniture militari. Conosciuto per la sua lunga carriera nel ministero delle Situazioni di emergenza, è diventato un simbolo di stabilità e competenza nella gestione delle crisi, guadagnandosi l’affetto del popolo russo con la sua presenza nei luoghi colpiti da disastri naturali.
Ora settantunenne, Shoigu è l’esponente più longevo del governo e vanta una presenza di lunga data nella politica russa, anche se i suoi legami con Putin, rafforzati da privati eventi sociali, non garantiscono più la stessa leva politica in un contesto in cui il nazionalismo e il malcontento serpeggiano. Nel 2023, la sua posizione è stata ulteriormente minacciata dagli attacchi verbali di Evgheny Prigozhin, ex leader del gruppo Wagner, il quale ha messo in dubbio la sua competenza.
Nonostante la sua recente promozione a segretario del Consiglio di sicurezza, le purghe di corruzione che hanno seguito il suo declino hanno lasciato il suo entourage distrutto, riducendo la sua influenza. Gli osservatori si interrogano ora sulla sua capacità di mobilitare supporto tra i vertici militari russi. Dato il destino del ribelle Prigozhin, la cui morte misteriosa in un incidente aereo nel 2023 è ancora fresca nella memoria collettiva, Shoigu potrebbe trovare difficile convincere i comandanti a seguirlo in un’iniziativa rischiosa.
In un clima di crescente nervosismo tra l’élite russa, il ruolo di Shoigu nel governo e nella strategia militare nazionale rimane una questione delicata, con le sue sorprese personalità e relazioni che possono non essere più sufficienti a garantirgli la fiducia necessaria per affrontare a testa alta le sfide politiche dell’oggi.