Licenziato l’amministratore delegato di Starbucks Corea dopo una controversa campagna pubblicitaria
L’amministratore delegato di Starbucks Corea, Son Jung-hyun, è stato licenziato a seguito delle forti proteste generate da una campagna pubblicitaria che sembrava schernire un tragico episodio della storia coreana. La divisione locale della catena di caffetterie ha proposto una promozione su alcuni bicchieri termici da caffè, denominandola “Tank Day”, coincidentemente nell’anniversario del massacro di Gwangju, avvenuto il 18 maggio 1980, riporta Attuale.
La campagna mirava a enfatizzare la capienza dei bicchieri, poiché “tank” significa anche serbatoio. Tuttavia, il riferimento al massacro, dove soldati sudcoreani, supportati da carri armati, uccisero centinaia di persone che protestavano contro il regime di Chun Doo-hwan, ha sollevato immediatamente la protesta del pubblico. L’episodio è uno dei più tragici della storia sudcoreana, cruciale nel percorso verso la democrazia.
Le indagini successive al massacro hanno rivelato violenze sessuali perpetrate dai militari su almeno 17 donne, un evento descritto nel romanzo Atti umani della scrittrice Hang Kang, premiata con il Nobel. Le critiche online si sono intensificate, con molti utenti che hanno chiesto il boicottaggio della catena. Anche il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha condannato la campagna, esprimendo il suo “indignazione per il comportamento inumano” di Starbucks.
Nonostante Starbucks abbia dichiarato che si è trattato di un errore e una coincidenza, ci sono state speculazioni riguardo alla possibilità che la scelta fosse intenzionale. Un’organizzazione di familiari delle vittime del massacro ha denunciato la campagna come “una crudele presa in giro”, associandola all’orientamento politico della proprietà di Starbucks Corea, che è sotto il gruppo coreano Shinsegae, noto per le simpatie di estrema destra.
Le controverse associabili alla campagna non si sono concluse qui. L’invito a sbattere il bicchiere sul tavolo utilizzava un verbo, “tak”, identico a quello usato dalla polizia sudcoreana nel 1987 per giustificare la morte dell’attivista Park Jong-chul, avvenuta durante la custodia. Solo dopo il riscontro di tortura, il regime ha ammesso la verità, un evento che ha alimentato il movimento per le riforme democratiche.
Starbucks ha ritirato la campagna poche ore dopo il lancio, pubblicando una nota di scuse per la mancanza di rispetto e sensibilità in una data così significativa. Ha specificato che la serie di bicchieri “Tank” era una delle diverse campagne in programma tra il 15 e il 26 maggio. Il presidente del gruppo Shinsegae ha licenziato Son Jung-hyun e ha approvato misure disciplinari per coloro che avevano approvato la campagna.