DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – L’ultimo capitolo dello scandalo che coinvolge il primo ministro britannico Keir Starmer si è aperto con la brusca uscita del suo capo dello staff, Morgan McSweeney, che ha assunto la responsabilità per la nomina controversa di Lord Mandelson, ex ambasciatore a Washington la cui reputazione è compromessa dai legami con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, riporta Attuale.
L’inchiesta sul lord laburista
McSweeney ha annunciato le sue dimissioni, assumendosi la «piena responsabilità» della situazione, mentre Starmer aveva già ammesso di essere a conoscenza delle relazioni compromettenti del lord laburista. Dopo la rimozione di Mandelson lo scorso settembre, è riemersa la notizia che, durante il suo incarico tra il 2009 e il 2010, egli forniva informazioni riservate a Epstein. Questa condotta ha spinto la polizia a lanciare un’indagine criminale che potrebbe portare a una condanna all’ergastolo per Mandelson.
Occhi puntati
Adesso, tutti gli occhi sono puntati su Starmer, la cui posizione è considerata insostenibile da molti membri del suo stesso partito. La rimozione di McSweeney è vista come un tentativo di guadagnare tempo, ma in pochi credono che il premier possa sopravvivere alle amministrative di maggio, con alcune voci che suggeriscono una potenziale dimissione da parte sua.
Molto più che un capo staff
Il dilemma principale è che Starmer, senza McSweeney, appare come un aereo senza pilota. McSweeney è stato definito da Starmer come «un elemento essenziale della mia squadra». È stato lui a guidare il progetto che ha riportato il Labour a una posizione di governo, distaccandolo dall’estrema sinistra di Jeremy Corbyn. McSweeney, definito «l’irlandese», è stato il regista della vittoria elettorale laburista di luglio 2024.
Da una figuraccia all’altra
Quella vittoria avrebbe dovuto garantire stabilità al Regno Unito, ma il Labour ha continuato a cadere in trappole successive, culminando in quello che viene descritto come il peggior scandalo del secolo, paragonabile al caso Profumo. La situazione a Londra solleva seri interrogativi sul futuro della leadership laburista.