Annunci Contraddittori tra Stati Uniti e Iran Sulle Negoziati
Forte tensione tra Stati Uniti e Iran, con annunci e dichiarazioni contrastanti riguardo al pre-accordo firmato lo scorso 18 giugno, volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, riporta Attuale. La confusione è amplificata dalla comunicazione caotica del presidente statunitense Donald Trump, il quale, tramite social media, ha dichiarato successi mai raggiunti, provocando malcontento tra le autorità iraniane.
Ad esempio, martedì Trump ha affermato in un post su Truth Social che l’Iran avrebbe acconsentito a “ispezioni nucleari del più alto livello” nei siti del programma atomico colpiti dagli Stati Uniti a giugno dello scorso anno, nel contesto di una guerra durata 12 giorni. Tuttavia, questa affermazione è stata prontamente smentita dai funzionari iraniani. Sebbene l’Iran sia tenuto, come firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare, a consentire ispezioni, non lo fa da anni, rendendo il tema del programma nucleare un punto cruciale nei negoziati.
Il New York Times ha segnalato che negli accordi di questo tipo, Trump tende a lanciare dichiarazioni unilaterali che non corrispondono a ciò che è già stato concordato, cercando di esercitare pressione su Teheran. D’altro canto, i funzionari iraniani rispondono immediatamente tramite social media e comunicati stampa, contribuendo a un continuo scambio di smentite che solleva dubbi sulla sostanza dei colloqui.
In alcune circostanze, gli annunci di Trump si sono rivelati controproducenti, costringendo gli Stati Uniti a fare concessioni. Già in passato è stato osservato come, ad esempio, l’annuncio della sospensione per 60 giorni delle sanzioni sulla vendita del petrolio iraniano sia stato il diretto risultato di una sua comunicazione.
Il Wall Street Journal ha raccontato che durante i negoziati il capo delegazione iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha reagito negativamente a un post di Trump che minacciava ripercussioni militari se l’Iran non avesse cessato il supporto a Hezbollah. Ghalibaf ha richiesto spiegazioni directly agli Stati Uniti, rappresentati dal vicepresidente JD Vance, in Svizzera per i colloqui. L’Iran ha interpretato il messaggio di Trump come una violazione del memorandum, dove ciascuna parte si impegna a non attaccarsi.
Attualmente, la situazione si complica ulteriormente con la recente istituzione da parte dell’Iran di una nuova compagnia d’assicurazioni per le navi che transitano nello stretto di Hormuz. Questa decisione è vista dagli Stati Uniti come un tentativo di mantenere i pedaggi già imposti durante la guerra, giudicati inaccettabili. Nel frattempo, l’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite ha annunciato misure per rimpatriare circa 11.000 marinai bloccati nella zona, mentre la questione resta all’ordine del giorno dei colloqui.