Jack Schlossberg, nipote di JFK, perde le primarie Democratiche a New York
Jack Schlossberg, nipote dell’ex presidente John Fitzgerald Kennedy, non è riuscito a conquistare un seggio alla Camera nel 12esimo distretto di New York, perdendo le primarie del Partito Democratico contro Micah Lasher, deputato statale considerato il favorito. Lasher sfiderà la Repubblicana Caroline Shinkle il 3 novembre, ma si prevede che la competizione sia una formalità, con i Democratici che dominano nel distretto, riporta Attuale.
Schlossberg appartiene alla terza generazione della famiglia Kennedy, una delle dinastie più influenti della storia americana. È figlio di Caroline Kennedy, a sua volta figlia di JFK, assassinato il 22 novembre 1963 a Dallas. È anche pronipote di Robert Kennedy, ucciso nel 1968, e cugino di Robert F. Kennedy Jr., noto per le sue posizioni contro i vaccini, che Schlossberg ha sempre criticato. Suo padre, Edwin Schlossberg, è un noto progettista e autore.
Il 12esimo distretto di New York, dove Schlossberg si era candidato, include aree ricche come Central Park e il Guggenheim, e ha visto i Democratici prevalere per decenni su un partito repubblicano in declino. Fino al 1992, è stato rappresentato da Jerry Nadler, uno dei membri più longevi del Partito Democratico, con storici scontri con Trump.
Malgrado la sua gioventù (33 anni) e i suoi legami familiari, Schlossberg non è riuscito a ottenere il sostegno necessario. Si è presentato come un candidato “outsider”, ma questa immagine è stata messa in discussione. Durante la campagna elettorale, è emersa una figura carismatica ma anche inesperta. Prima della diffusione dei risultati, CNN ha riportato sulle sfide che ha affrontato, domandandosi: «Cosa potrà mai insegnare un Kennedy sulla politica?». Schlossberg ha ricevuto l’appoggio di Nancy Pelosi, ex speaker della Camera, ma ha mancato il sostegno di Nadler e del sindaco Zohran Mamdani.
La sua campagna ha fatto notizia anche per un’approccio online molto attivo, evidenziando il suo potenziale seguito su piattaforme social come Instagram e TikTok, dove conta oltre 880mila e 850mila follower rispettivamente. Ha cercato di suscitare entusiasmo, ma la sua strategia è stata oggetto di critiche non solo per la sua inesperienza, ma anche per la disorganizzazione che ha caratterizzato la sua campagna, con frequenti assenze e una gestione problematica del personale.
Dopo l’emergere di articoli critici, la sua popolarità è diminuita nei sondaggi. Nadler ha definito Schlossberg «una persona senza credenziali». Per quanto riguarda la sua posizione su Israele, Schlossberg ha presentato opinioni variabili, adottando una postura critica verso il governo israeliano, mentre ha cercato di delineare soluzioni politiche come la detraibilità dell’affitto e la limitazione dei finanziamenti elettorali da parte di grandi organizzazioni.
Schlossberg ha definito se stesso un Democratico, non un socialista, facendo valere la necessità di portare avanti le sue proposte in un contesto politico sempre più polarizzato. La sua campagna, tuttavia, ha evidenziato la sfida di gestire l’eredità della sua famiglia mentre cerca di trovare la propria voce nel panorama politico contemporaneo.