Stephen Miller diventa capo di gabinetto di Trump e promuove una visione del mondo basata sulla forza

06.11.2026 20:45
Stephen Miller diventa capo di gabinetto di Trump e promuove una visione del mondo basata sulla forza

Stephen Miller diventa il nuovo Chief of Staff di Trump, avvocando la supremazia americana

Stephen Miller, figura controversa e braccio destro di Donald Trump, è stato nominato Chief of Staff della Casa Bianca, sostituendo Susie Wiles. Lo scorso gennaio, Miller ha sostenuto pubblicamente le pretese di Trump sulla Groenlandia, mettendo in discussione la legittimità della sovranità danese, il tutto sotto l’egida della presidenza Trump, riporta Attuale.

Da sempre considerato la voce più brutalmente schietta del trumpismo, Miller, 41 anni, ha guadagnato popolarità attraverso posizioni estreme su immigrazione, asilo e sicurezza. Il suo approccio ha incluso l’uso controverso dell’esercito per compiti di polizia e la criminalizzazione del partito Democratico, definito «un’organizzazione estremista domestica».

La sua mentalità spietata si riflette in azioni come la separazione di migliaia di bambini latinos dai genitori clandestini, un’iniziativa che ha catalizzato indignazione a livello nazionale e internazionale. Miller continua a promuovere la sua visione di un’America forte, enfatizzando che «viviamo in un mondo governato dal potere e dalla forza» e derubricando i trattati internazionali come «sottigliezze buoniste».

Miller, che ha iniziato a lavorare con il senatore Jeff Sessions nel 2009, ha contribuito a sminuire le protezioni dei diritti civili per gli americani non bianchi e ha sfidato il sistema di voto per favorire politiche favorevoli al partito Repubblicano. La sua carriera ha preso slancio con l’elezione di Trump nel 2016, diventando l’architetto del controverso “travel ban” che ha escluso molti cittadini di paesi islamici dagli Stati Uniti.

Il 6 gennaio 2021, Miller ha scritto uno dei discorsi più incendiari di Trump, pronunciato davanti a una folla di sostenitori che avrebbe successivamente attaccato il Congresso. Nonostante la sconfitta elettorale, Miller ha continuato a rimanere vicino a Trump e attualmente lavora a un piano denominato Project 2025, volto a rafforzare la sua influenza e quella del suo capo nella prossima corsa elettorale.

Miller rappresenta così non solo un ritorno alla Casa Bianca per Trump, ma anche un simbolo delle dinamiche interne che caratterizzano il panorama politico americano attuale.

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