Strage di migranti ad Amendolara, la sindacalista: “C’è un esercito di schiavi in Italia”

03.06.2026 01:35
Strage di migranti ad Amendolara, la sindacalista: “C'è un esercito di schiavi in Italia”

Tragedia a Amendolara: Quattro Migranti Brutalmente Uccisi

Roma, 3 giugno 2026 – Ad Amendolara quattro migranti sono stati bruciati vivi. La segretaria generale della Flai Cgil di Frosinone e Latina, Hardeep Kaur, 39 anni, esprime il suo orrore per l’accaduto: “Non ci sono parole, è un’esecuzione atroce. È una cosa veramente senza precedenti e, quindi, fa spavento”, riporta Attuale.

Questa tragica violenza ha suscitato indignazione e preoccupazione tra i sindacati e le associazioni che difendono i diritti dei lavoratori, in particolare quelli migranti. Kaur, di origine indiana ma italiana di seconda generazione, ha dedotto la sua carriera a combattere contro lo sfruttamento nelle campagne italiane, rappresentando i lavoratori, molti dei quali provengono dal sud-est asiatico. Ricorda la tragica storia di Satnam Singh, un bracciante indiano di 31 anni che morì dopo un incidente sul lavoro, lasciato agonizzante da datori di lavoro incoscienti.

“Ci sono tanti uomini e donne che lavorano nelle campagne in tutta Italia senza diritti”, afferma Kaur. “Denunciamo la presenza di questo esercito di schiavi e chiediamo cambiamenti concreti, ma la lotta al caporalato non sembra interessare. Le iniziative attuate sembrano più spot pubblicitari che misure efficaci.”

Kaur evidenzia come l’assenza di procedure formali per affrontare situazioni di sfruttamento renda i lavoratori estremamente vulnerabili: “Quando una donna è vittima di violenza, esistono protocolli di protezione. Ma per lo sfruttamento del lavoro, ad oggi non c’è nulla.” La sindacalista sottolinea che i lavoratori che denunciano i propri sfruttatori spesso si trovano a dover affrontare la miseria e l’assenza di sostegno istituzionale.

“Noi abbiamo un’assenza di linee guida che stabiliscano cosa deve accadere quando viene fatta una denuncia”, continua Kaur. “Oggi un lavoratore che denuncia lo sfruttatore resta in mezzo alla strada, in balia degli eventi, senza lavoro e senza un tetto sulla testa.”

Kaur critica anche il finanziamento limitato degli enti anti-tratta, parlando della sconfitta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) nella lotta contro il caporalato. “I fondi ammontavano a 200 milioni di euro e dovevano affrontare l’abusivismo e garantire alloggi dignitosi, ma in realtà stiamo perdendo un’opportunità cruciale per un cambiamento reale”, dichiara.

Questa tragedia potrebbe rappresentare un punto di svolta. Le mafie etniche già presenti sul territorio hanno trovato alleati nei caporali, con un incremento del mercato clandestino legato all’immigrazione. “Questa criminalità organizzata guadagna sulle vulnerabilità, sostenuta da un sistema di accoglienza inefficace”, conclude Kaur, richiedendo un intervento decisivo delle autorità.

“È ora di porre fine ai decreti flussi che alimentano questa situazione. Senza un efficace incrocio tra domanda e offerta, si perpetuerà solo un inganno”, avverte. In questo contesto, le inchieste penali sulla filiera del caporalato diventano sempre più necessarie per contrastare un fenomeno che continua a crescere indisturbato in molte aree del paese.

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