Superstiti del terremoto in Colombia: una madre e il suo bebè salvati tra le macerie

12.08.2026 21:25
Superstiti del terremoto in Colombia: una madre e il suo bebè salvati tra le macerie

Terremoto in Colombia: oltre 220 vittime e 3.000 dispersi

Il terremoto che ha colpito la Colombia nella giornata di ieri ha portato a un bilancio drammatico: oltre 220 morti e almeno 3.000 dispersi, un’emergenza in costante evoluzione che genera preoccupazione tra le autorità e la popolazione, riporta Attuale.

Le scosse continuano a verificarsi, nonostante la magnitudo 7,4 del sisma di due giorni fa sia stata la più potente. In particolare, i soccorritori stanno perlustrando le macerie in cerca di eventuali sopravvissuti. Fortunatamente, sono stati trovati vivi, sotto un edificio crollato nel quartiere Ciudad Capri di Cali, una madre e il suo neonato.

Il bilancio delle conseguenze del terremoto continua ad aggravarsi. Le città più colpite, come Pereira, Cali, Manizales, Quibdó e Armenia, hanno registrato il maggior numero di vittime e danni significativi. Tuttavia, la situazione nelle aree vicine all’epicentro rimane poco chiara, complicata da condizioni geografiche difficili e da una rete di telefonia mobile ancora danneggiata.

La risposta all’emergenza vede anche il coinvolgimento dell’Europa. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, e Kaja Kallas, alta rappresentante per la Politica estera dell’UE, hanno attivato il sistema satellitare europeo Copernicus, fornendo dati geospaziali per una gestione rapida dei disastri naturali. Questo sistema è già stato utilizzato in giugno in Venezuela, dimostrando la prontezza dell’Europa nel sostenere le nazioni colpite da calamità.

Uno dei territori con i maggiori danni è l’Eje Cafetero, noto come “Asse del caffè”, che aveva già subito un forte sisma nel 1999. In questa regione, la Colombia, terzo esportatore di caffè al mondo, ha visto un importante patrimonio culturale riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Il presidente recentemente insediato, Abelardo de la Espriella, ha visitato le zone devastate, promettendo che il Chocó, una delle aree più povere e trascurate, non sarà più “la terra dei dimenticati”.

Per il neopresidente di estrema destra, attualmente al suo primo incarico da venerdì scorso, questo terribile evento potrebbe rivelarsi un’opportunità per unire il paese diviso. Durante una visita a Cali, il sindaco Alejandro Eder è stato contestato da alcuni cittadini; è stato accolto con urla di disapprovazione e colpito alla testa con un sasso, dimostrando la tensione e la frustrazione della popolazione.

1 Comment

  1. Che tragedia! Non riesco a credere che ci siano già oltre 220 morti… La situazione sembra davvero drammatica e complicata, soprattutto per chi vive nelle zone più colpite come Cali e Pereira. Mi chiedo come possano ricostruire tutto questo, quando nemmeno le comunicazioni sono a posto. Speriamo che i soccorritori trovino altre persone vive. Che dolore!

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