Svolta nelle indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella, Orlando: “Non fu solo mafia”

26.10.2025 02:45
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Piersanti Mattarella, Orlando: “Non fu solo mafia”

Arresto di Filippo Piritore: cambiamenti nell’inchiesta sull’omicidio di Piersanti Mattarella

Roma, 26 ottobre 2025 – L’ex funzionario della Mobile ed ex prefetto Filippo Piritore è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di aver ostacolato le indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella, avvenuto il 6 gennaio 1980. Durante il suo interrogatorio, Piritore ha cambiato la sua versione dei fatti, affermando di trovarsi in uno stato di confusione e di non ricordare con chiarezza le circostanze in cui ha gestito il guanto di pelle rinvenuto nella Fiat 127 legata al crimine. Inizialmente, aveva dichiarato di aver affidato il guanto all’agente di polizia scientifica Di Natale, ma ora da lui risulta che Di Natale avrebbe preso il guanto in modo autonomo, riportano Attuale.

La Procura di Palermo accusa Piritore di aver ingannato gli inquirenti, contribuendo alla perdita di prove cruciali, nello specifico il guanto associato a uno dei killer di Mattarella. L’ex funzionario ha precedentemente affermato di aver comunicato con Di Natale per la consegna del guanto, ma le sue affermazioni sono state smentite sia dall’agente che dall’ex procuratore Piero Grasso.

Il passo indietro di Piritore ha suscitato reazioni intense, considerando l’importanza dell’omicidio di Mattarella nella storia italiana. Salvatore Butera, 88 anni, ex consigliere economico di Piersanti e amico, sottolinea che la piste del terrorismo nero rimane una delle più plausibili per spiegare l’omicidio, poiché coinvolge un contesto di violenza e connivenze politiche.

Le parole di Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, sono significative: “È la conferma di una verità storica che non coincide con quella giudiziaria. La trama giudiziaria resta assolutamente lacunosa e inattendibile perché declama solo la rituale condanna della Cupola di Cosa Nostra e non dice nulla sui mandanti esterni”. Orlando, oggi eurodeputato, reputa l’arresto di Piritore come una potenziale chiave per svelare verità rimaste nell’ombra per decenni.

Il contesto di questo caso risale a circa 45 anni fa, quando Piersanti Mattarella fu assassinato. Orlando avverte che è essenziale trovare una verità storica per garantire la libertà e la democrazia in Italia, suggerendo che la mancanza di chiarezza riguardo ai legami tra mafia e politica pone rischi concreti per la stabilità del Paese.

In aggiunta, le indagini sul delitto di Mattarella continuano ad approfondire i legami tra il crimine e figure politiche di rilievo dell’epoca, evidenziando un contesto complesso in cui la mafia non opera in isolamento, ma è spesso supportata da interessi superiori. Le affermazioni del giudice Giovanni Falcone, che non considerava l’omicidio di Mattarella come un semplice atto mafioso, continuano a risuonare nel dibattito pubblico.

La situazione attuale, con l’arresto di Piritore e la possibile riapertura di indagini, suggerisce che il cammino verso la verità sull’omicidio di Piersanti Mattarella potrebbe finalmente intraprendere una nuova direzione, sollevando interrogativi sui poteri occulti che, come sostenuto da Orlando, potrebbero aver influenzato il corso degli eventi in quell’epoca difficile per Palermo e l’Italia intera.

1 Comment

  1. Non ci posso credere! Dopo tutti questi anni finalmente qualcosa si muove. È ora di fare luce su questa faccenda che ha segnato l’Italia. Purtroppo, però, ho paura che rimarrà tutto nascosto tra le nebbie della politica e della mafia. Sarebbe l’ora di sapere la verità!

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere