Teatro La Pergola, Massini: «Vittima di cecchinaggio» nel dialogo con il sottosegretario e la difesa dell’autonomia dei commissari

02.07.2025 19:27
Teatro La Pergola, Massini: «Vittima di cecchinaggio» nel dialogo con il sottosegretario e la difesa dell'autonomia dei commissari

Il Teatro della Pergola di Firenze è attualmente al centro di accese polemiche e interrogativi riguardanti i finanziamenti pubblici e la sua recente esclusione da alcuni riconoscimenti.
«Improvvisamente sarei diventato portatore di una visione settaria per altro sconfessata dal programma che ho predisposto per il teatro e che è nero su bianco. Mi viene addebitato di non fare attività internazionali quando sono l’autore italiano più internazionale con traduzioni delle mie opere in 38 lingue e mi vengono addebitati addirittura venti punti in meno di qualità “perché Massini è autoriferito”, se non è un cecchinaggio questo mi chiedo cosa sia un cecchinaggio». Così si è espresso, in un tono visibilmente infastidito, Stefano Massini, Direttore artistico del Teatro della Toscana, durante un incontro pubblico con il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi. La tensione è aumentata dopo che la Commissione consultiva per il teatro del Mic ha deciso di declassare la Fondazione Teatro della Toscana, sotto la direzione di Massini e di cui fanno parte il Teatro della Pergola, il Teatro di Rifredi a Firenze e l’Era di Pontedera. Questo declassamento ha comportato la revoca del riconoscimento di teatro nazionale, una scelta contestata anche da tre membri della commissione (Carmelo Grassi, Angelo Pastore e Alberto Cassani), che si sono dimessi, e ha sollevato un acceso dibattito politico, riporta Attuale.

Le critiche al declassamento e il probabile ricorso

«Il declassamento del Teatro della Toscana è stato per me un colpo durissimo, sembra di affrontare un plotone di esecuzione. Mi piacerebbe poter parlare con la Commissione Teatro», ha continuato Massini. Nel frattempo, la sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha già dichiarato guerra: «Impugneremo nella sede opportuna la decisione del ministero. Dobbiamo esaminare attentamente i verbali, che sembrano sostenere ragioni pretestuose. Il governo ha deciso di punire la nostra città e il nostro Teatro. Firenze e il Teatro della Toscana meritano rispetto».

L’incontro tra Massini e Mazzi

Mazzi ha riferito che «Massini mi ha esposto, secondo me legittimamente, la necessità di dialogare con la commissione». Ho chiesto al direttore generale dello spettacolo dal vivo, Antonio Parente, se ci potesse essere un incontro, e lui ha confermato che è già capitato in passato. È utile avere una conversazione tra artisti e operatori culturali, e la programmeremo». Sembra quindi essersi fatto qualche passo avanti. Entrambi, inizialmente, si sono scambiati attestati di stima: «Ritengo Stefano Massini un grandissimo artista, ha vinto cinque Tony Award nel 2022 con The Lehman Trilogy, un premio mai vinto da un italiano. Porta alto il nome del nostro paese nel mondo. È un patrimonio per l’Italia e un artista libero, alla stregua di Benigni, Celentano e Dario Fo, non appartiene a un‘ideologia, ma all’arte e alla cultura», ha affermato Mazzi. Massini, dal canto suo, ha aggiunto che «pur non condividendo le stesse idee di Gianmarco, siamo due professionisti dello spettacolo e questo paese ha sempre brillato quando la cultura ha superato le divisioni politiche».

Riguardo al giudizio della commissione sul declassamento, Massini ha definito la relazione «vergognosa» e ha affermato di subire una vera e propria “lapidazione”, accusando la commissione di sostenere argomentazioni inaccettabili. Mazzi ha però rimarcato l’autonomia dei commissari: «Il loro giudizio si basa su criteri tecnici, affermano di non poter valutare il teatro poiché lavorano sulla programmazione triennale. Possono farlo per il 2025, ma non per il 2026 e il 2027, da un dato confermato anche da uno dei commissari dimissionari».

L’intervento del ministro Giuli al question time alla Camera

In merito al caso specifico del Teatro della Pergola di Firenze, al centro delle polemiche riguardanti i finanziamenti pubblici e la sua esclusione da alcune assegnazioni, è intervenuto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante il question time alla Camera. Ha chiarito la posizione del Governo: «Sono costretto a ricordare che le commissioni consultive per lo spettacolo dal vivo non subiscono alcuna influenza esterna: esprimono le proprie valutazioni in totale autonomia. Le accuse strumentali sollevate sono da rigettare fermamente». Ha sottolineato l’importanza storica del teatro fiorentino, riconosciuto anche a livello internazionale: «Desidero ribadire che il Teatro della Pergola è troppo rilevante per essere considerato un teatro locale, ma deve essere protetto da tutte le criticità che ne hanno intaccato reputazione, finanziamenti e visibilità internazionale».

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