Attacchi mirati dei pasdaran contro le basi statunitensi: conferme allarmanti
Le recenti operazioni dei pasdaran hanno registrato un aumento della precisione nei loro attacchi contro le basi americane, comportando significativi danni sia alle strutture militari che ai servizi di intelligence statunitensi. Secondo fonti anonime citate dalla rete Nbc, questi attacchi rappresentano una dimostrazione delle capacità iraniane nell’utilizzo di droni e missili, supportate da una profonda conoscenza del teatro operativo, riporta Attuale.
Inizialmente, la risposta iraniana era stata ampia, con l’intento di coinvolgere più paesi possibili e di aumentare il costo dell’operazione Epic Fury ordinata da Donald Trump. Tuttavia, nel tempo, le azioni dei pasdaran sono diventate molto più mirate. Le forze iraniane hanno colpito specifici obiettivi, tra cui stazioni radar e centri di comando, tentando di mettere in crisi il sistema di “scoperta e allerta” degli Stati Uniti nella regione.
In tal senso, gli analisti hanno segnalato una strategia ben pianificata, culminata nella distruzione di equipaggiamenti costosi legati al sistema anti-missile THAAD. Le conseguenze per alcune caserme, in particolare quelle situate in Qatar e Bahrein, sono state gravi. Le unità navali, a causa dei recenti proiettili ricevuti in alcuni porti, sono state costrette a rimanere lontane dai tradizionali punti d’appoggio.
La reazione di Teheran si è manifestata anche attraverso l’individuazione degli “uffici” dello spionaggio statunitense, che di solito godono di maggiore protezione. La geografia dei luoghi colpiti, in particolare nei paesi limitrofi all’Iran, rendeva più difficile la loro individuazione. Inoltre, i servizi segreti iraniani hanno dimostrato di avere cellule infiltrate nella regione, oltre ad un allargamento della rete operativa fino al Mediterraneo, come dimostrato dagli arresti di individui coinvolti nell’attività di sorveglianza delle basi americane, accusati di essere legati ai pasdaran.
In aggiunta, i pasdaran hanno sistematicamente aggiornato i loro obiettivi. In diverse occasioni, hanno colpito soldati americani che si erano riparati in edifici civili o hotel dopo aver abbandonato le caserme, avvalendosi di un monitoraggio meticoloso e raccolta di dati sui funzionari dell’intelligence statunitense. È emerso che Teheran potrebbe aver sfruttato la presenza di informatori sul campo, alcuni dei quali restavano insospettabili e discretamente integrati nel contesto locale. Si sospetta anche un sostegno da parte di Cina e Russia, sia attraverso risorse umane che fornendo immagini satellitari per monitorare le posizioni militari americane.