Trump all’Assemblea ONU: tensioni con l’Iran e incontro con Zelensky
Nel primo giorno dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, martedì, il presidente statunitense Donald Trump ha svolto un’agenda ricca di incontri e dichiarazioni significative. Tra i momenti salienti, vi è stato l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la presidente venezuelana Delcy Rodríguez, e la firma di un atteso accordo con la Danimarca riguardante la Groenlandia. Durante questo frangente, Trump ha anche minacciato il regime iraniano, mentre si svolgeva il primo incontro da mesi tra una delegazione statunitense e una iraniana, riporta Attuale.
Nel corso dell’incontro, Zelensky ha espresso la speranza che la guerra in Ucraina possa concludersi «prima dell’inverno» grazie all’assistenza statunitense, a cui Trump ha risposto affermando che Vladimir Putin sarebbe disposto a incontrarlo. Tuttavia, in passato tali affermazioni non hanno portato a risultati concreti, suscitando dubbi sulla reale volontà della Russia di porre fine al conflitto. Infatti, recenti notizie indicano che la Russia potrebbe essere in procinto di preparare una nuova mobilitazione di soldati per inviarli in Ucraina e intensificare attacchi ibridi contro l’Europa.
Zelensky ha enfatizzato l’importanza di mantenere buoni rapporti con Trump, evitando di alimentare tensioni, come accaduto in precedenti occasioni. Riguardo a una proposta di Trump su un accordo per sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche, Zelensky ha dichiarato di non poter cessare le risposte agli attacchi russi, sottolineando: «Credetemi, se non rispondessimo, non saremmo qui oggi». Mercoledì è previsto un incontro tra il segretario di Stato statunitense Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, nel contesto di una situazione sempre più tesa.
Durante il discorso all’Assemblea generale, Trump ha minacciato di «annientare» l’Iran se il regime non accettasse le sue condizioni, un tono che richiama messaggi precedenti durante le tensioni in Medio Oriente. Questo approccio, volto a aumentare la pressione durante i negoziati, finora non ha dato i risultati sperati, contraddicendo i principi fondamentali del diritto internazionale sanciti dalla stessa ONU.
Parallelamente, si è svolto un incontro tra emissari statunitensi e rappresentanti iraniani, anche se non è chiaro se abbia portato a progressi materiali. L’incontro ha visto la partecipazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il quale aveva richiesto e ottenuto misure di sicurezza dai funzionari americani durante l’Assemblea generale.
Nell’ambito delle tensioni regionali, Trump ha anche mirato a Cuba, definendola un «paese fallito» e affermando che il regime comunista dell’isola «cadrà». Le pressioni economiche esercitate dagli Stati Uniti hanno già creato una situazione critica per la popolazione cubana. Dopo le sue dichiarazioni, la delegazione cubana ha abbandonato la sala.
Un altro punto saliente è stato l’incontro di Trump con Delcy Rodríguez, che ha assunto la presidenza dopo l’intervento statunitense che ha portato alla rimozione di Nicolás Maduro. La foto di Trump con Rodríguez ha comunicato un rapporto di subordinazione, visto che anche lei deve cercare di mantenere buoni rapporti con l’Amministrazione statunitense per garantirsi supporto, mentre si trova a gestire una opposizione interna crescete. Durante il discorso, Trump ha etichettato Maduro come un «dittatore criminale», evidenziando la sua disinteressata posizione a rendere conto di poltrone interne.
Infine, Trump ha firmato un accordo significativo con Danimarca e Groenlandia, che amplia le prerogative statunitensi sull’enorme isola. L’intesa prevede la costruzione di nuove basi militari e stabilisce chiaramente che stati non membri della NATO, come Russia e Cina, non possono accedere a risorse strategiche dell’isola senza il consenso statunitense. Questo accordo, pur segnando un passo importante, non implica la realizzazione delle fantasie precedenti di Trump su un acquisto o un’annessione della Groenlandia.
Non ci posso credere, sembra che Trump stia giocando con il fuoco! Le cose tra USA e Iran stanno diventando sempre più tese, e secondo me tutta questa retorica non porta a nulla di buono. E con Zelensky? Speriamo solo che non sia l’ennesimo bluff. Gli accordi e le minacce non fanno bene a nessuno, sopratutto in un momento delicato come questo!!!