Il 72% dei cittadini Usa teme un coinvolgimento eccessivo in Venezuela. Il premier della Groenlandia: «Niente panico»
Il dipartimento di Stato americano, guidato da Marco Rubio, ha dichiarato: «Questo è il nostro emisfero, e il presidente non permetterà che la nostra sicurezza venga minacciata». La comunicazione è giunta dopo la prima udienza dei coniugi Maduro al tribunale di New York. La notizia potrebbe distogliere l’attenzione dal leader venezuelano, arrestato, mentre Donald Trump, in viaggio di ritorno a Washington, ha minacciato di nuovo la Colombia e criticato il Messico, affermando che «Cuba crollerà da sola» e richiamando la presidente Claudia Sheinbaum a «darsi una regolata» dopo aver elogiato il suo primo gesto di rifiuto dell’invio di truppe per combattere i cartelli della droga, riporta Attuale.
L’America a tutti gli americani
Trump ha ricevuto risposte significative: il presidente colombiano Petro ha affermato: «Siamo pronti a prendere le armi», mentre Sheinbaum ha detto: «Crediamo che l’America non appartenga a una dottrina o a una potenza. Il continente appartiene al popolo di ciascuno dei Paesi che lo compongono».
I sondaggi
Nonostante il suo comportamento provocatorio, il livello di approvazione di Trump è salito al 42%, il più alto da ottobre, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos. Mentre solo un terzo degli americani approva l’intervento, il 65% dei repubblicani sostiene le azioni del presidente, contro l’11% dei democratici e il 23% degli indipendenti. Il 72% degli intervistati teme un eccessivo coinvolgimento statunitense in America Latina.
Riapre l’ambasciata?
Il Congresso sta considerando una mozione bipartisan per limitare la possibilità che la Casa Bianca ordini ulteriori attacchi. Tuttavia, il dipartimento di Stato ha recentemente smorzato i toni, annunciando che l’amministrazione sta pianificando la possibile riapertura dell’ambasciata USA a Caracas.
Soldi e petrolio
Mentre le quotazioni delle compagnie petrolifere statunitensi aumentano, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha bloccato ogni mozione contro l’intervento americano, grazie al potere di veto di Washington. Durante la riunione, la vice Rosemary DiCarlo ha riportato la preoccupazione del segretario generale António Guterres riguardo il mancato rispetto del diritto internazionale. Cina e Iran hanno avanzato argomenti simili, mentre gli alleati occidentali si mostrano reticenti nel giudicare la legalità delle azioni americane.
Fronte artico. La premier danese Mette Frederiksen ha avvertito che «l’occupazione USA sarebbe la fine della NATO». Dalla Groenlandia, il primo ministro Jens-Frederik Nielsen ha affermato: «Non dobbiamo farci prendere dal panico — dobbiamo ripristinare la buona cooperazione con Washington».