Trump offre 5.000 dollari agli americani per il voto, promessa da 1.350 miliardi

10.09.2026 13:35
Trump offre 5.000 dollari agli americani per il voto, promessa da 1.350 miliardi

Trump prova a comprare il voto degli americani con 1.350 miliardi

Donald Trump ha chiuso la prima serata della convention di midterm repubblicana con un discorso di un’ora e 45 minuti. I due punti fondamentali sono la richiesta agli elettori di votare nelle elezioni di midterm come se ci fosse il suo nome sulla scheda e la promessa di dare 5000 dollari a ogni adulto americano in caso di vittoria dei repubblicani. La cifra richiesta sarebbe enorme: l’agenzia Reuters stima circa 1,35 trilioni di dollari considerando circa 270 milioni di adulti. Il presidente ha definito ripetutamente «comunisti» i candidati in corsa per il partito democratico, affermando che «distruggeranno il Paese»: «se perdiamo, perderete la frontiera, i tagli alle tasse, la sicurezza…», riporta Attuale.

Il discorso è stato pieno di battute; ad esempio, ha detto che del candidato al Senato Ken Paxton a molti potrebbe non piacere “il modo in cui si veste… a me non piace… o il modo in cui parla… e capisco perché… o il suo aspetto”; ma ha aggiunto che bisogna votare per lui perchè “è stato il più grande procuratore generale nella storia del Texas”. Il pubblico ha riso e molti hanno applaudito anche quando Trump ha suggerito di chiamare il «New Mexico» «New America», oppure lo Stretto di Hormuz «Stretto di Trump».

Il presidente ha più volte improvvisato, smettendo di leggere il discorso sul gobbo: parlava di un argomento, passava improvvisamente a un altro, raccontava aneddoti, introducendo altri temi, per poi tornare al punto iniziale; è quello che Trump chiama «the weave» (l’intreccio). E ha scherzato che se mai dovesse non essere in grado di tornare al punto iniziale, gli ascoltatori capiranno che «è andato».

Trump ha promesso che nei prossimi due mesi fará comizi in ognuno dei 35 Stati e distretti in bilico per sostenere i candidati, e in alcuni intende recarsi anche due o tre volte. Ha lamentato che i suoi risultati dall’immigrazione all’economia non ricevono l’attenzione che vorrebbe dai media. Ha fatto altre promesse: rendere permanenti i tagli alle tasse, riformare l’assicurazione sanitaria, costringere le assicurazioni sanitarie a indicare i prezzi in anticipo in modo chiaro anziché inviare conti salatissimi a sorpresa. Sono tutti temi che hanno a che fare con il costo della vita, ma Trump ha anche difeso la guerra in Iran che ha portato all’aumento dei prezzi della benzina e degli alimenti.

Nella notte, mentre il tycoon arringava la folla Maga per oltre due ore, i raid iraniani danneggiavano diversi aerei Usa schierati nelle basi in Giordania. Inoltre, in Yemen, i ribelli Houthi proseguivano la loro avanzata militare: questa mattina, il governo ha riconosciuto che la milizia ha conquistato Mocha, città affacciata sullo Stretto di Beb el Mandeb.

La nostra lettera di oggi continua con la sempre più accesa campagna elettorale in Brasile; l’economista “saltato” dal Fondo monetario perché ha criticato i dazi trumpiani; e un’intervista sul caso di Lindsay Clancy. In chiusura, tre blocchi dedicati al ricordo dell’11 settembre. Domani saranno passati 25 anni.

Buona lettura.

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