Ucraina, quattro anni di conflitto: l’inefficace strategia di Putin e la resilienza della controffensiva ucraina

23.02.2026 07:15
Ucraina, quattro anni di conflitto: l'inefficace strategia di Putin e la resilienza della controffensiva ucraina

L’illusione della guerra in Ucraina

KIEV – L’aggressione russa, iniziata otto anni fa, ha preso una piega inaspettata con l’invasione su larga scala del 24 febbraio 2022, concepita da Vladimir Putin per annettere l’intero Paese. Sebbene gli Stati Uniti avessero avvisato Volodymyr Zelensky del pericolo, le aspettative ucraine su un attacco limitato nel Donbass furono deluse, riportano Attuale.

La débâcle di Putin

Fin dai primi giorni, le cose sono andate male per il presidente russo. Il piano di Putin prevedeva massicci attacchi su più fronti per sconfiggere le forze nemiche. Le offensive si sono generate dalla Bielorussia e dalla regione di Sumy verso Kiev, da Belgorod su Kharkiv, lungo il fronte del Donbass fino a Mariupol, e dalla Crimea contro Kherson, Mykolaiev e Zaporizhzhia. Tuttavia, i generali russi hanno illuso il Cremlino: la guerra, che avrebbero dovuto concludere in poche settimane, è diventata una lunga e sanguinosa conflitto.

Un commando di 600 Spetsnaz, forze speciali russe, avrebbe dovuto conquistare un aeroporto vicino a Kiev, ma l’intelligence americana ha avvisato gli ucraini, provocando la sconfitta delle truppe d’élite sul campo. Le forze russe, dopo aver superato Bucha e raggiunto Irpin, si sono ritirate, lasciando libero il territorio intorno a Kiev, che ha visto riprendersi anche Chernihiv, Sumy e Kharkiv.

Il contrattacco ucraino

Il 20 maggio 2022, oltre 2.000 combattenti ucraini della brigata Azov si arrendono a Mariupol, portando a migliaia di vittime. Gli edifici distrutti ammontano al 90% della città, un modello di guerra che si ripeterà in altre zone. I russi abbandonano il piano di sbarco su Odessa, con la flotta russa in difficoltà dopo la perdita dell’ammiraglia Moskva. Il 11 settembre, Putin indice un referendum fittizio per legittimare l’annessione delle zone occupate.

Tra settembre e novembre 2022, gli ucraini avviano una controffensiva, liberando Kherson fino al fiume Dnipro e riconquistando Izium. Da quel punto in poi, il conflitto cambia volto, trasformandosi in una guerra di logoramento con combattimenti complessi e ravvicinati.

I droni cominciano a dominare il campo di battaglia, mentre l’aviazione russa non riesce a penetrare lo spazio aereo ucraino. L’esercito russo, previsto come una superpotenza, si rivela incapace e limitato, continuando a mantenere la propria arsenale nucleare sovietico.

Logoramento e crisi attuale

Nell’estate del 2023, la controffensiva ucraina fallisce. Il 23 giugno, la milizia Wagner si ribella, marciando su Mosca, ma viene fermata. La situazione si aggrava con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025, che riduce gli aiuti militari a Kiev, costringendo Zelensky a ritirarsi dalla regione di Kursk. Le battaglie terrestri vedono le forze russe avanzare lentamente, con circa il 20% dell’Ucraina ora sotto occupazione.

Secondo esperti occidentali, la Russia ha subito perdite enormi, stimabili in oltre un milione e 300.000 uomini, mentre gli ucraini hanno avuto probabilmente meno della metà. Con l’intensificarsi degli attacchi contro il sistema energetico ucraino durante l’inverno, la guerra continua a causare devastazione e incertezze crescenti.

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