Incidente ferroviario in Spagna: almeno 68 morti per errore umano
Un grave incidente ferroviario si è verificato mercoledì mattina vicino a Toledo, in Spagna, causando la morte di almeno 68 persone. Secondo i primi accertamenti, l’incidente è attribuibile a un errore umano, in seguito a un guasto del sistema di sicurezza ferroviario, riporta Attuale. Un treno ad alta velocità (AVE) della compagnia statale Renfe, che trasportava 397 passeggeri, ha colliso con un treno fermo della compagnia privata Iryo, con 147 persone a bordo.
Le indagini sono in corso e le cause precise del disastro non sono ancora del tutto chiare. Durante una conferenza stampa, il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha fornito una ricostruzione di quanto accaduto nei minuti prima dell’impatto. Alle 8:30, un guasto al sistema di sicurezza LZB nella zona della stazione di Urda ha costretto sei treni a fermarsi entro un raggio di 63 chilometri.
L’LZB, un sistema automatizzato che supervisiona i movimenti dei treni ad alta velocità, ha garantito il fermo automatico dei convogli in transito. Tuttavia, la gestione della situazione è stata trasferita al centro di controllo di Atocha, a Madrid, che ha il compito di gestire manualmente la ripartenza in sicurezza.
Sei minuti dopo il guasto, un operatore del centro ha dato l’ordine ai treni di ripartire, ma il treno di Iryo è rimasto fermo a causa di ulteriori problemi tecnici. Il macchinista di Iryo aveva segnalato il problema al centro di controllo, mentre Puente ha confermato che la presenza del treno fermo era stata segnalata, con un segnale rosso sullo schermo dell’operatore che indicava l’impossibilità di riprendere la marcia. Tuttavia, il treno AVE è stato autorizzato a partire.
Il ministro ha dichiarato che durante questi cruciali minuti, il centro ha impartito ordini “errati”. È stato dato il via libera a tutti i treni di riprendere la marcia a velocità normale, contrariamente ai protocolli che richiedono di procedere “a vista”, non superando i 40 chilometri orari. Questa misura avrebbe consentito ai macchinisti di identificare eventuali ostacoli sui binari e di fermarsi in tempo. Puente ha definito la decisione di far ripartire i treni a velocità regolare come “inspiegabile”.
Durante l’analisi degli ordini e dei messaggi scambiati, è emerso che un macchinista di un altro treno non coinvolto aveva corretto il centro di controllo, ricordando che i protocolli esigevano di viaggiare a velocità ridotta. Non è chiaro perché, dopo tale comunicazione, il centro non abbia contattato il treno di Renfe per correggere l’ordine.
Il treno AVE ha quindi ripreso la corsa. A causa del guasto del sistema LZB, il macchinista non ha avuto visibilità sul treno fermo e si è affidato unicamente alle indicazioni ricevute dal centro di controllo. Il treno ha percorso 25 chilometri prima di collidere con quello di Iryo. Puente ha riportato che “l’operatore ha visto per 17 minuti sui propri schermi che l’AVE si stava dirigendo verso l’Iryo fermo e non gli ha segnalato di fermarsi, per un motivo che gli investigatori non riescono a comprendere”.
El País ha riferito che l’operatore coinvolto è attualmente assistito da uno psicologo e un avvocato, ed è stato interrogato dalla Guardia Civil e dai tecnici della commissione d’inchiesta sugli incidenti ferroviari in Spagna.