Un vulcano erutta dopo secoli di inattività

03.08.2025 20:15
Un vulcano erutta dopo secoli di inattività

Eruzione del vulcano Krasheninnikov in Kamchatka

Nel corso della giornata di domenica, il vulcano Krasheninnikov, che era rimasto inattivo per secoli, ha cominciato a eruttare nella penisola della Kamchatka. Questa zona, remota e scarsamente abitata dell’estremo oriente russo, ha visto l’inizio dell’eruzione dopo una serie di eventi sismici di bassa intensità che si erano verificati nei giorni precedenti: tutto ciò è stato influenzato anche da un forte terremoto avvenuto mercoledì scorso, il cui epicentro si trovava al largo della penisola e che ha generato allerte tsunami in diverse nazioni dell’oceano Pacifico, pur senza causare gravi conseguenze, riporta Attuale.

Il vulcano Krasheninnikov, che si erge per 1.856 metri all’interno della riserva naturale di Kronotsky, ha sprigionato una colonna di fumo e cenere che, secondo gli esperti locali, raggiunge un’altezza di sei chilometri. Vsevolod Yakovlev, direttore della riserva, ha fatto sapere che la prima manifestazione dell’eruzione si è verificata domenica alle sei del mattino (ora locale), poco dopo che un gruppo di ricercatori aveva notato l’emissione di gas e vapore dal cratere.

Tutto il personale della riserva è stato evacuato. Fortunatamente, nell’area non ci sono città né centri abitati, il che, secondo il ministero russo delle emergenze, esclude qualsiasi rischio per la popolazione locale. L’unico avviso riguarda gli aerei in transito sopra la zona interessata.

Olga Girona, responsabile del team impegnato nella gestione delle eruzioni vulcaniche nella Kamchatka, ha segnalato che l’ultima eruzione di Krasheninnikov risale a un periodo compreso tra i 400 e i 600 anni fa.

In coincidenza con l’eruzione, domenica si è registrato un terremoto con epicentro vicino alle isole Curili, un arcipelago situato a sud della Kamchatka nell’oceano Pacifico. Secondo le rilevazioni dello US Geological Survey, il terremoto ha avuto magnitudo 6.8. Inizialmente, il ministero russo per le emergenze aveva diramato un’allerta tsunami, che è stata successivamente revocata, poiché le previsioni indicavano che le onde anomale non avrebbero superato i 20 centimetri.

Sia l’eruzione del vulcano che il terremoto di domenica sono risultati collegati al terremoto di magnitudo 8.8 avvenuto mercoledì scorso, uno dei più intensi mai registrati. Tuttavia, tale evento ha prodotto uno tsunami meno violento del previsto, con danni molto limitati. A seguito del terremoto, erano state emesse allerte per il rischio di tsunami in diverse aree del Pacifico, comprese Hawaii, Polinesia francese, California e Cile; nello stesso arco di tempo ha cominciato a eruttare anche il Klyuchevskaya Sopka, uno dei più grandi vulcani attivi dell’emisfero nord.

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