Una petroliera russa affondata nel Mediterraneo a causa di un attacco esplosivo vicino a Malta

05.03.2026 10:55
Una petroliera russa affondata nel Mediterraneo a causa di un attacco esplosivo vicino a Malta

Esplosione di una petroliera russa nel Mediterraneo: accuse contro l’Ucraina

Una petroliera russa, la Arctic Metagaz, è esplosa e affondata nel mar Mediterraneo, tra Libia e Malta, nel tardo pomeriggio di martedì. I trenta membri dell’equipaggio sono stati salvati e portati a Bengasi, in Libia. La Russia ha accusato l’Ucraina dell’attacco, sostenendo che droni marini abbiano colpito la nave: finora l’Ucraina non ha fornito commenti, ma non sarebbe la prima volta che attua un attacco di questo tipo, riporta Attuale.

Le immagini diffuse sui social mostrano un ampio squarcio su un lato dello scafo e un denso fumo fuoriuscente dalla nave. Secondo le autorità marittime libiche, l’incidente è stato precipitatoc da esplosioni improvvise, seguite da un incendio esteso, visibile a lunga distanza.

L’incidente si è verificato a circa 150 miglia nautiche (240 chilometri) dalla città libica di Sirte. Le forze armate maltesi avevano ricevuto una segnalazione di un’imbarcazione in difficoltà nella propria zona SAR (search and rescue) ed erano intervenute prontamente.

La Arctic Metagaz, lunga 277 metri e con un carico di circa 61.000 tonnellate di gas naturale liquefatto, era diretta a Porto Said, in Egitto. Le autorità libiche hanno dichiarato che la nave era salpata dalla città di Murmansk, ma i dati di tracciamento indicano diversi passaggi in altri porti, rendendo incerta la sua rotta.

Il ministero dei Trasporti russo ha affermato che i droni ucraini sarebbero partiti dalle coste libiche, definendo l’incidente come un attacco terroristico. I droni marini, imbarcazioni senza pilota caricate di esplosivi, sono stati impiegati dall’Ucraina in attacchi contro navi russe nel Mar Nero, evidenziando una strategia mirata a colpire obiettivi cruciali per l’economia russa.

L’obiettivo dell’Ucraina include colpire la cosiddetta “flotta fantasma” russa, ossia le navi che trasportano petrolio clandestinamente, aggirando le sanzioni internazionali. Questo tipo di attacco è considerato un tentativo di dimostrare la capacità di colpire uno dei settori più redditizi della Russia, utilizzato per finanziare la guerra di invasione.

La Arctic Metagaz è stata identificata come parte della flotta fantasma dalla Ucraina ed è soggetta a sanzioni anche da parte dell’Unione Europea. Recenti analisi suggeriscono che l’Ucraina ha intensificato la sua campagna contro le navi della flotta fantasma, espandendo le operazioni oltre il Mar Baltico e il Mar Nero fino al Mediterraneo. Alcuni attacchi sono stati rivendicati, mentre altri rimangono non attribuiti, anche se ci sono fondati sospetti sul coinvolgimento ucraino.

A dicembre, i servizi segreti ucraini hanno confermato di aver attaccato una petroliera russa nel Mediterraneo, e si vocifera di ulteriori operazioni condotte contro altre navi associate alla flotta fantasma nel corso dell’ultimo anno. Tra gli attacchi, si segnala il sabotaggio della Seajewel, avvenuto a febbraio, che ha suscitato indagini per naufragio con l’aggravante del terrorismo.

A settembre, un ucraino arrestato in Italia per il presunto coinvolgimento nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream è stato interrogato dagli inquirenti riguardo il caso della Seajewel, ma ha negato qualsiasi conoscenza in merito.

La Seajewel, nel frattempo, è stata riparata in Grecia e ha cambiato nome in Gattaca, con segnalazioni che indicano una vendita a un’altra compagnia greca. Le autorità coinvolte non hanno rilasciato ulteriori dettagli sulle loro operazioni commerciali.

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile! Ancora una volta la guerra ci colpisce e, purtroppo, ci troviamo a discutere di attacchi nel Mediterraneo. Che casino… Ma chi sta davvero dietro a tutto questo? Non sembra più una guerra tra stati, ma una specie di caos totale. Spero che si trovi una soluzione presto, anche perché noi italiani meritiamo la pace!!!

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