Vannacci sotto attacco: tutti contro l’estremista, reazioni da Edi Rama a Elly Schlein

06.09.2026 03:05
Vannacci sotto attacco: tutti contro l'estremista, reazioni da Edi Rama a Elly Schlein

Il generale Vannacci sotto attacco: reazioni da tutta Europa

Roma, 6 settembre 2026 – Molti nemici, molto onore. Sul generale Vannacci sparano tutti: da sinistra ma anche da destra. Leader italiani e stranieri hanno espresso le loro opinioni in merito. A Cernobbio, il premier albanese Edi Rama ha risposto con irriverenza ai cronisti: “Perché mi dovrebbe piacere un uomo se mi piace Giorgia? Lei è bella e brava”. Più formale è stato il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, che si è distaccato dalla figura di Vannacci sostenendo: “La mia lealtà va a Salvini, il mio rispetto a Meloni”, mentre rivendicava un’“amicizia fortissima” con la Lega. I commenti più accesi, però, provengono dall’Italia. Elly Schlein ha richiamato alla memoria la fucilazione del Duce, suggerendo a Vannacci di visitare Dongo per riflettere sulla fine della storia di cui molti sembrano essere nostalgici, con una nota di realismo politico: “Vannacci non dice cose diverse da quelle che dicevano Meloni e Salvini prima di andare al governo”, riporta Attuale.

Infatti, video cruenti e provocazioni a parte, le tesi illustrate a Cernobbio rispecchiano quelle che hanno portato Giorgia Meloni a Palazzo Chigi quattro anni fa. L’unica differenza decisiva riguarda il rapporto con Russia e Ucraina. A Schlein fa eco Pierluigi Bersani: “Vannacci mette soltanto del peperoncino in più sulle idee della destra”. Nelle opposizioni, Matteo Renzi si mostra opportunista, commentando la faida interna: “Secondo me Meloni non va alle elezioni con uno che è alleato con quelli che in Europa nessuno vuole neanche vedere. Ma senza Vannacci perde”.

Le reazioni a caldo sono prevalenti e sembrano confermare le sue preoccupazioni. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha affermato: “Il programma di Vannacci è estremista. Chi parla bene di Putin non può essere un alleato di questo governo”. Anche il collega Pichetto Fratin (FI) si è mostrato scettico: “In questo momento non ci sono le condizioni per un percorso condiviso”. Forza Italia, in particolare l’ala meno legata ad Arcore, sembra più aperta al dialogo: “Non bisogna guardare a quel che si dice oggi; misurandosi con le necessità di governo le cose cambiano. E in coalizione saremmo tre contro uno: Vannacci avrebbe poco spazio”, ha sintetizzato un dirigente azzurro.

Tuttavia, non tutti in Fratelli d’Italia sono d’accordo. La posizione di Giovanbattista Fazzolari, premier e sottosegretario, esprime un’ostilità chiara nei confronti di un’alleanza con Vannacci. Ma una questione decisiva emerge: non è se Giorgia Meloni accetterà Vannacci, ma se Vannacci desidera entrare nel governo. Ieri, Vannacci ha confermato la sua disponibilità: “Siamo ancora lontani dalle elezioni, ma sempre aperti al dialogo, non siamo noi a erigere muri”.

Nonostante ciò, il suo comportamento a Cernobbio sembra indicare il contrario. Vannacci si sforza per attirarsi addosso critiche trasversali. Non abbassa i toni e afferma: “Ho ricevuto pochi applausi? Non mi interessa. Sono contento”. Rispondendo alle accuse di Monti di riemergere con retorica fascista, Vannacci aggiunge: “Noi siamo un partito che guarda al futuro, al rilancio nazionale, all’esaltazione della nostra identità, delle nostre radici e della nostra storia”. La sua strategia pare lucida: Vannacci sembra puntare sull’isolamento e sulla grandinata bipartisan di anatemi per affermarsi come il rappresentante principale della destra antisistema in Europa.

Per comprendere cosa accadrà nella coalizione, si dovranno considerare due variabili cruciali: il voto odierno in Sassonia, che potrebbe portare al potere l’AfD, e le suppletive di fine settembre a Reggio Calabria. Il nuovo partito di Vannacci mira chiaramente a far perdere il centrodestra per obbligarlo a trattare posizioni di debolezza.

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