Viaggio nella Baia di Baffin: esplorazione delle acque verso la Groenlandia

05.09.2026 12:05
Viaggio nella Baia di Baffin: esplorazione delle acque verso la Groenlandia

La navigazione attraverso la Baia di Baffin: Esperienza unica nel Passaggio di Nord-Ovest

BAIA DI BAFFIN – Il 29 agosto, le acque scure e fonde della Baia di Baffin si aprono davanti alla nostra barca, segnando una fase cruciale della nostra traversata verso la Groenlandia. Procediamo a motore a sette nodi, mentre le cime innevate del Canada settentrionale scompaiono gradualmente dalla nostra vista. Alle 13, il vento si intensifica e issiamo le vele; la nostra velocità supera i nove nodi, grazie a condizioni di mare favorevoli, riporta Attuale.

Durante la traversata, ci alterniamo al timone, garantendo sempre una vigilanza attenta, specialmente quando il ghiaccio diventa un pericolo imminente. Le guardie vengono svolte a turno, e il clima a bordo rimane di attesa serena. Le nostre navigazioni durano incessantemente tre giorni, fino all’arrivo nel porticciolo di Qeqertarsuaq il primo settembre.

Il 31 agosto, le onde crescono e, nonostante l’innalzamento delle condizioni marittime, la barca si rivela stabile e manovrabile, permettendoci di tenere la vela a gran lasco con pochi aggiustamenti. Questo tratto della navigazione ci porta a coprire circa 550 miglia in tre giorni e mezzo. I grandi iceberg della Groenlandia iniziano a farsi vedere in modo costante e ci richiedono prudenza, essendo enormi e spesso nascosti in gran parte sotto il livello del mare.

Il primo settembre, mentre ci avviciniamo all’isola di Disko, accendiamo il motore. Gli iceberg si accalcano e rendono la navigazione rischiosa; osserviamo anche motoscafi condotti da Inuit, intenti alla pesca. Gettando l’ancora nel porticciolo di Qeqertarsuak, ci rendiamo conto che siamo l’unica barca a vela presente.

Il due settembre, entriamo nel golfo di Ilulissat e ci troviamo di fronte a un panorama di navi da crociera e barche da pesca. Alberto, il nostro capitano, esprime soddisfazione per la nostra traversata. «Il nostro percorso è stato realizzato grazie alla preparazione e alla passione di un gruppo di amici marittimi, senza sponsor», afferma, sottolineando l’importanza della preparazione e della strategia nell’affrontare le sfide della navigazione in alta latitudine.

Per me, la navigazione rappresenta una finestra sulla Groenlandia, un Paese gravemente colpito dai cambiamenti climatici e sotto la minaccia delle aspirazioni espansionistiche di attori globali. Ogni incontro con i locali rivela una realtà difficile, con scarichi diretti in mare e poche strutture di emergenza. Le opportunità di turismo emergono in modo crescente, promettendo avventure tra iceberg e ghiacciai, mentre la popolazione locale, con le sue tradizioni e culture, si trova ad affrontare un futuro incerto.

Questo viaggio, oltre a rappresentare il coronamento di anni di sogni e preparazione, offre una prospettiva unica sulle dinamiche attuali di una regione in continua evoluzione.

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