Proposta di regolamento dell’Unione Europea sugli affitti brevi: poteri ampliati per Stati e comuni

05.09.2026 11:45
Proposta di regolamento dell'Unione Europea sugli affitti brevi: poteri ampliati per Stati e comuni

Proposta Europea per Limitare gli Affitti Brevi in Aree a Stress Abitativo

Mercoledì 9 settembre, la Commissione europea presenterà una proposta di regolamento che permetterà a Stati, regioni e comuni di vietare o limitare gli affitti brevi nelle zone dove i costi delle abitazioni superano significativamente i redditi locali. Se approvata, la proposta potrebbe anche impedire l’acquisto di case nelle stesse aree, consentendo l’acquisto solo per residenza personale o affitti a lungo termine, in un tentativo di contenere la diffusione degli affitti brevi, riporta Attuale.

Il regolamento fa parte del piano europeo sulla casa che sarà presentato da Dan Jørgensen, commissario responsabile delle politiche abitative. Informazioni emerse recentemente da vari quotidiani europei e italiani fanno parte di bozze del regolamento che non sono ancora definitive; il testo dovrà essere discusso e approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo, i quali possono richiedere modifiche.

Un aspetto importante del regolamento è che non sarà una direttiva, ma un provvedimento che si applicherà direttamente in tutti i paesi europei, senza la necessità di approvazione di leggi nazionali specifiche. Ciò legittimerebbe le norme introdotte dai sindaci di molte grandi città italiane, che negli ultimi anni hanno tentato di implementare regole più severe, affrontando numerosi ricorsi legali.

Il piano contempla limitazioni nelle aree definite come “sotto stress abitativo”, caratterizzate da parametri specifici: quelle aree in cui i prezzi di vendita delle case sono almeno otto volte superiori ai redditi annuali degli abitanti. Inoltre, per rientrare in questa categoria, la differenza tra prezzi e redditi deve essere deteriorata negli ultimi dieci anni e non deve mostrare segnali di miglioramento nei tre anni successivi, considerando la domanda abitativa e la dinamica demografica.

In queste aree, l’articolo 5 del regolamento conferirebbe agli amministratori il potere di limitare o vietare gli affitti brevi nelle zone più critiche. Un secondo strumento, molto dibattuto, prevede la possibilità di limitare l’acquisto di immobili che non siano l’abitazione principale del proprietario o destinati a inquilini per lungo termine. Questa misura è controversa poiché rappresenterebbe un intervento diretto dell’Unione Europea nel mercato immobiliare.

La Commissione Europea ha proposto tali limitazioni nell’intento di contenere l’aumento dei prezzi delle case, che negli ultimi anni hanno registrato un incremento significativamente superiore rispetto ai redditi: secondo i dati ufficiali, i prezzi sono aumentati del 64,9% tra il 2015 e il 2025, mentre gli affitti del 21,8%. Nel 2024, quasi il 10% dei residenti nelle città dell’Unione spendeva oltre il 40% del proprio reddito disponibile per l’abitazione.

Tuttavia, nella bozza, la Commissione riconosce che limitare gli affitti brevi e le seconde case non risolverà il problema della carenza di abitazioni: ogni anno sarebbero necessarie oltre 2 milioni di nuove abitazioni, che non vengono costruite a causa dei costi elevati di costruzione, dei prezzi proibitivi dei terreni e dei lunghi tempi di autorizzazione.

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