Washington adotta una strategia simile a quella venezuelana per isolare l’Iran

14.04.2026 07:55
Washington adotta una strategia simile a quella venezuelana per isolare l'Iran

Confronto militare in atto nello Stretto di Hormuz: gli Stati Uniti potrebbero intraprendere azioni limitate contro l’Iran, seguendo un approccio simile a quello adottato durante la crisi venezuelana, riporta Attuale.

Il Pentagono sta esaminando la possibilità di condurre raid mirati in risposta a provocazioni iraniane, in concomitanza con un blocco navale recentemente annunciato dal presidente. Questo parallelo con la crisi venezuelana viene sfruttato per giustificare manovre militari in un contesto di crescente tensione. Prima di catturare il leader venezuelano Nicolás Maduro, gli Stati Uniti avevano posto in atto una strategia di attacchi anti-narcotici seguiti dall’intercettazione di petroliere legate all’Iran. Gli ordini diretti dal presidente sono chiari: qualunque imbarcazione che si avvicini al blocco navale degli Stati Uniti sarà neutralizzata con mezzi decisivi e rapidi, come avviene nelle operazioni contro i trafficanti in mare.

Preparativi Strategici

I bombardieri dell’Air Force americana potrebbero colpire obiettivi strategici lungo la costa iraniana, inclusi bunker e installazioni missilistiche, con il rischio di coinvolgere anche infrastrutture civili. Esperti come Hamidreza Azizi avvertono del timore iraniano di ulteriori omicidi mirati da parte di squadre israeliane. L’analisi bellica riporta che il governo Netanyahu si aspetta una nuova escalation nelle ostilità, concetto condiviso anche dall’analista russo Andrei Frolov, secondo cui la Casa Bianca sta accumulando munizioni per una offensiva su vasta scala in cooperazione con l’IDF.

Le osservazioni nel Mediterraneo segnalano il dispiegamento della portaerei Bush, la terza nella regione, mentre il flusso costante di aerei cargo suggerisce trasferimenti di materiale e truppe. Il Pentagono, seguendo le direttive della Casa Bianca, ha avviato un piano di controblocco alla navigazione nello Stretto di Hormuz, per contrastare attivamente la pirateria e i traffici d’armi. Le unità navali statunitensi hanno l’autorità di fermare petroliere e carichi sospetti, adottando procedure consolidate ma potenzialmente pericolose, evidenziate dagli eventi tragici accaduti nel gennaio 2024 nei pressi della Somalia.

Risposte Iraniane

Il contesto rimane volatile. L’Iran ha denunciato l’operazione statunitense come un atto di pirateria e ha annunciato una mobilitazione delle sue forze nel Golfo Persico. Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando strategico iraniano, ha avvertito che gli scali nel Golfo e nel Mar di Oman rimarranno accessibili solo a chi rispetta le scelte iraniane. Le autorità iraniane insistono su una strategia di escalation continua della crisi, coinvolgendo i partner sunniti e creando severe conseguenze per chi utilizza le rotte marittime, un messaggio non ascoltato significativamente da Washington in passato.

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