La visita di Xi Jinping a Washington: tensioni su Taiwan e promesse sul Medio Oriente
Durante il prossimo viaggio a Washington, il presidente cinese Xi Jinping potrebbe approfittare di un momento simbolico, come la visita agli Archivi Nazionali, per sottolineare le tensioni storiche tra Cina, Stati Uniti e Taiwan. Si prevede che Xi adotterà una posizione ferma, ricordando a Donald Trump le promesse americane sulla questione taiwanese, riporta Attuale.
Il viaggio della delegazione cinese, che avrà luogo questo venerdì, include un gesto eloquente, con la visualizzazione di documenti storici che evidenziano le relazioni sino-americane. Tuttavia, Xi potrebbe utilizzare l’opportunità per richiamare l’attenzione degli Stati Uniti sull’importanza di garantire un rispetto reciproco riguardo il principio dell’«Una sola Cina», fondamento delle relazioni diplomatiche dal disgelo voluto da Richard Nixon.
Nel 1979, il Congresso americano approvò il Taiwan Relations Act, che prometteva assistenza militare all’isola. Più recentemente, nel 1982, gli Stati Uniti e la Cina firmarono tre comunicati congiunti, in uno dei quali Washington si impegnava a ridurre progressivamente la vendita di armi a Taiwan. Secondo fonti di Reuters, Xi intende far riferimento a questi accordi durante l’incontro con Trump.
La Casa Bianca ha recentemente approvato un consistente pacchetto di armamenti del valore di 11 miliardi di dollari per Taipei, allarmando Pechino. Xi spera di prevenire un’ulteriore fornitura da 14 miliardi di dollari, mentre il clima politico attuale è influenzato da ulteriori tensioni nella regione, inclusi gli sforzi degli Stati Uniti in Medio Oriente.
Xi ha già avvertito Trump di non cadere nella «trappola di Tucidide», ribadendo che ogni aggressione su Taiwan rappresenterebbe una linea rossa in grado di innescare conflitti. A riguardo, Trump ha la responsabilità di decidere rapidamente sulle vendite di armi, con la prospettiva di un’ulteriore escalation nella regione.
In una strategia diplomatica complessa, Xi potrebbe offrire supporto per la stabilizzazione della situazione in Medio Oriente, in cambio di un disimpegno americano su Taiwan. Tuttavia, esperti come Matt Pottinger, ex vice direttore del Consiglio di Sicurezza Nazionale, avvertono che tale scambio non rappresenterebbe necessariamente un buon affare per gli Stati Uniti.