Yoshua Bengio: l’urgente necessità di un’alleanza globale per gestire l’intelligenza artificiale
Il noto scienziato Yoshua Bengio, uno dei padri fondatori dell’intelligenza artificiale, ha sottolineato la necessità per le potenze medie di unirsi per affrontare le sfide poste dalla tecnologia avanzata. Secondo Bengio, per garantire l’accesso ai modelli di intelligenza artificiale all’avanguardia e contenere i rischi derivanti da concentrazioni di potere, è essenziale formare un’ampia coalizione di paesi, tra cui l’Italia e il Canada, e che l’opinione pubblica, insieme a istituzioni come la Chiesa, giocherà un ruolo cruciale. «L’unico modo per evitare conseguenze terribili, comprese minacce alla democrazia, è gestire le IA più potenti come un bene pubblico globale», riporta Attuale.
Bengio ha parlato ampiamente della sua visione all’indomani dell’enciclica di Papa Leone XIV, “Magnifica Humanitas”, che esorta a considerare l’intelligenza artificiale in un contesto etico e sociale. La chiamata all’azione è in risposta alla crescente preoccupazione per il potere concentrato nelle mani di poche aziende tecnologiche, creando un rischio significativo per nazioni come l’Italia, che potrebbero avere un accesso limitato alle ultime innovazioni.
Durante un incontro a Roma, con altri scienziati di spicco, Bengio ha firmato un appello al Papa, il quale ha portato all’elaborazione dell’enciclica. «Credo che sia un passo positivo per aumentare la consapevolezza sui rischi globali dell’IA», ha affermato, evidenziando l’importanza del dialogo globale su questa materia. La richiesta a Papa Leone XIV di fare di più per sensibilizzare l’opinione pubblica è ora più urgente che mai.
Bengio ha messo in evidenza uno dei punti chiave dell’enciclica, affermando che il controllo delle piattaforme e delle infrastrutture non è più nelle mani degli Stati, ma di attori economici e tecnologici dominanti. Questa concentrazione di potere deve essere bilanciata per garantire un accesso equo e una partecipazione democratica nelle decisioni che influenzano il futuro dell’umanità.
In questo contesto, l’enciclica pone interrogativi cruciali su come l’intelligenza artificiale influisca sui rapporti di lavoro e sulle capacità delle macchine di adattarsi ai lavoratori. Bengio ha chiamato a un dibattito democratico su questi temi, sottolineando che è essenziale stabilire i limiti per l’uso dell’IA. «Attualmente, sono gli incentivi commerciali a guidare l’adozione dell’IA, e non credo che ciò sia nell’interesse dei lavoratori», ha avvertito.
Al netto delle sfide, l’enciclica di Papa Leone XIV rappresenta una base per sviluppare una nuova narrativa attorno all’intelligenza artificiale, dove l’umanità e l’etica possano guidare l’innovazione. Bengio esorta a non lasciarsi travolgere dalla veloce corsa della Silicon Valley e della Cina, ma a fermarsi e riflettere sull’impatto a lungo termine delle tecnologie emergenti. La mobilitazione del pubblico e il dialogo interistituzionale sono essenziali per tracciare una rotta più sicura e responsabile nell’era dell’IA.