Zelensky e gli asset russi: «Essenziale una decisione entro l’anno»
DALLA NOSTRA INVIATA
ZAPORIZHZHIA – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che senza una decisione riguardo allo sblocco degli asset russi, le affermazioni di solidarietà e capacità dell’Europa di difendere la giustizia globale diventeranno insignificanti. «I russi e non solo penseranno che possono vincere», ha avvertito. Zelensky si è recato a Bruxelles, cercando di mantenere l’Unione Europea dalla parte dell’Ucraina, riporta Attuale.
Il presidente sottolinea la necessità di risolvere la questione entro la fine dell’anno, collegando il congelamento degli asset russi al piano di prestiti all’Ucraina per 210 miliardi di euro, i quali devono essere garantiti dai beni di Mosca attualmente bloccati nei conti europei. Senza questi fondi, Kiev, avverte Zelensky, rischia di esaurire la liquidità entro la primavera. «Proprio come lo stato confisca i soldi ai criminali e sottrae beni ai terroristi, i beni russi devono essere utilizzati per difenderci dall’aggressione e per ricostruire ciò che è stato distrutto. È morale, giusto e legale», ha dichiarato al Consiglio europeo.
Le maggiori preoccupazioni provengono dalle reticenze del Belgio, che detiene la maggior parte degli asset congelati. Zelensky ha commentato: «Capisco i rischi di cui parla il premier Bart De Wever, ma siamo in guerra e affrontiamo rischi ben più grandi». La situazione è resa ancora più complicata dai dubbi espressi da Roma, ritenuta un alleato affidabile, ma che se si trovasse a dover prendere «scelte dolorose» — come descritto dal Financial Times — potrebbe complicare ulteriormente la situazione per l’Ucraina, già provata da anni di guerra.
Attualmente, circa 180 mila ucraini sono senza elettricità e al freddo, soprattutto nelle regioni meridionali di Mykolaiv, Zaporizhzhia, Cherkasy e Dnipropetrovsk, con l’elettricità e il riscaldamento che vanno a singhiozzo.
Parallelamente, mentre gli ucraini monitorano le applicazioni per il riscaldamento, a Miami si svolgerà un incontro tra l’inviato statunitense Steve Witkoff, Jared Kushner e l’inviato economico del Cremlino, Kirill Dmitriev.
Un altro nodo chiave rimane l’entrata dell’Ucraina nella NATO. Dopo aver rinunciato a tale richiesta in vista dei colloqui di Berlino, Zelensky ha rilasciato dichiarazioni vaghe, sottolineando che la responsabilità sull’adesione è degli Stati membri e non di Kiev. «I politici cambiano; qualcuno vive, qualcuno muore», ha detto, accennando che la NATO potrebbe riconoscere l’esigenza di un alleato come l’Ucraina.
In un contesto teso, giungono notizie che tre militari russi hanno sconfinato in Estonia per un breve periodo. Tali eventi non sono certamente graditi al Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha annunciato che la Russia sta preparando contatti con gli Stati Uniti per adattare i principi precedentemente concordati.
La situazione continua a evolversi, mentre le pressioni aumentano. «Spero che l’Ucraina si muova rapidamente perché altrimenti i russi cambiano di nuovo idea», ha dichiarato Donald Trump dalla Casa Bianca.