Il cardinale Zuppi in sinagoga: «Non cancelliamo il volto dell’altro»
ROMA – Ieri sera, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha partecipato a una cerimonia nella sinagoga di Roma per commemorare il massacro del 7 ottobre 2023, in cui milleduecento israeliani sono stati uccisi da Hamas. Durante la sua visita, Zuppi ha espresso la necessità di solidarietà e vicinanza di fronte a tragedie come questa, collegandola agli episodi di antisemitismo che continuano a minacciare la comunità ebraica, riporta Attuale.
Il cardinale ha dichiarato: «La condanna per il 7 ottobre è e resta tale. L’orrore per Gaza non può ridurre o oscurare il dolore causato dall’attacco di Hamas». Zuppi ha sottolineato che l’umanità e la sofferenza devono coesistere, richiamando le parole del cardinale Pizzaballa, che afferma che la guerra distrugge le relazioni e la fiducia reciproca.
Riflettendo sulla propria esperienza, Zuppi ha condiviso un incontro commovente con Rachel Goldberg-Polin, madre di un ostaggio israeliano, che ha espresso il desiderio di vedere il proprio dolore non generare ulteriore sofferenza. «È fondamentale non classificare il dolore, ogni vittima ha la sua dignità», ha aggiunto il cardinale, esprimendo il suo rifiuto di considerare le vittime come semplici “effetti collaterali” di un conflitto.
Zuppi ha anche affrontato le polemiche recenti riguardanti la nota della Santa Sede sui sessant’anni della «Nostra Aetate», in cui non si fa riferimento esplicito a Israele. Ha rilevato che il dialogo tra le diverse religioni è essenziale in questo periodo difficile, sottolineando l’importanza della fraternità. «Il dialogo è fondamentale per affrontare le violenze e la storia comune tra cristiani ed ebrei», ha dichiarato.
Infine, il cardinale ha fatto riferimento alla celebrazione del quarantennale del primo incontro interreligioso per la pace che si terrà ad Assisi il 27 ottobre. Hanno partecipato rappresentanti di diverse fedi, per riaffermare la comune aspirazione alla pace, elemento cruciale in un contesto di conflitti globali, sia in Europa che in Medio Oriente.