7 ottobre: la data che pesa sulle elezioni e su Netanyahu

06.10.2026 07:55
7 ottobre: la data che pesa sulle elezioni e su Netanyahu

Israele: commemorazione emotiva e la pressione politica di Netanyahu

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affrontato una situazione delicata in occasione della cerimonia di Simchat Torah, che segna un anniversario doloroso nel contesto attuale della politica del paese. Il 7 ottobre 2023 rappresenta una data carica di significato, poiché molti elettori la consulteranno mentre si preparano al voto del 27 ottobre, un evento che evoca ricordi ombrosi per la nazione, riporta Attuale.

Nel suo discorso commemorativo, Netanyahu ha enfatizzato le lotte ancora da affrontare e quelle già combattute, riconoscendo il grave trauma subito da molti israeliani, in particolare dai familiari delle vittime degli attacchi terroristici. I sopravvissuti e i parenti delle vittime, come Yaakov Godo, non hanno esitato a esprimere il loro dolore e la loro frustrazione nei suoi confronti. Godo ha accusato il premier di non aver protetto suo figlio Tom e altri 1200 cittadini massacrati.

Le manifestazioni che hanno chiamato al ritorno degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, si sono parzialmente dissipate dopo la liberazione degli ultimi prigionieri, ma le cicatrici rimangono evidenti nel contesto della continua violenza, con oltre 75.000 palestinesi uccisi dal 2023, tra cui 1.500 dopo il cessate il fuoco attivato un anno fa.

Durante la commemorazione, Netanyahu ha ribadito la sua posizione aggressiva riguardo alla Striscia di Gaza, dichiarando: “Non ce ne andremo dalla Striscia”. Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che 4.000 jihadisti coinvolti negli attacchi sono stati eliminati, avvertendo che 2.000 restano attivi e “hanno i giorni contati”.

Tuttavia, l’opposizione ha deriso l’allerta di Netanyahu definendola “politica spicciola”, sottolineando come, durante i suoi vent’anni al potere, abbia spesso utilizzato la paura come strumento di propaganda elettorale. Analisti avvertono che distorcere la realtà della sicurezza potrebbe risvegliare ricordi di minacce concrete non sventate, come quelle atroci di tre anni fa.

Yair Lapid, ex premier, ha convocato leader di partito per formare una “coalizione del cambiamento”, sperando di replicare il successo del 2021 che portò Netanyahu all’opposizione, anche se i sondaggi attuali non garantiscono una chiara maggioranza a questo schieramento.

In un clima di intensi dibattiti politici, il candidato a primo ministro della coalizione, Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore, si presenta come un moderato, con il peso del dolore personale che accompagna le sue dichiarazioni. I cittadini israeliani, nel complesso, continuano a seguire con attenzione gli sviluppi politici e le ripercussioni sui loro diritti e sulla sicurezza del paese.

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