8 per mille, la Chiesa cattolica rimane il principale beneficiario nonostante il calo

23.07.2026 08:15
8 per mille, la Chiesa cattolica rimane il principale beneficiario nonostante il calo

Chiesa cattolica e Stato: ripartizione dei fondi dell’otto per mille

Nel 2026, i fondi derivanti dall’otto per mille, calcolati sulle dichiarazioni dei redditi del 2022, hanno raggiunto un totale di 1,604 miliardi di euro, segnando un aumento dell’8,6% rispetto all’anno precedente. La Chiesa cattolica rimane il principale destinatario, ottenendo 1,063 miliardi di euro, sebbene la sua quota sia diminuita al 67,75%, riporta Attuale.

Lo Stato ottiene il secondo posto, con un aumento significativo dei fondi a 426,3 milioni di euro, attribuiti da 4,5 milioni di contribuenti, rispetto ai 375,9 milioni dell’anno scorso. Questo rappresenta un incremento del 13,4%, ovvero oltre 50 milioni di euro in più.

Beneficiari religiosi

Tra le confessioni religiose, la Chiesa evangelica valdese riceve 46,5 milioni di euro, pari al 2,9% del totale. Seguono l’Unione buddhista italiana e l’Istituto buddista italiano Soka Gakkai, con rispettivamente 17,5 e 8,5 milioni di euro. L’Unione delle comunità ebraiche italiane riceve 4,6 milioni, mentre l’Arcidiocesi ortodossa e l’Unione induista italiana ottengono 3,7 e 2,4 milioni di euro ciascuna. Avventisti e luterani ricevono circa 1,9 milioni ciascuno, mentre l’Unione cristiana evangelica battista beneficia di 1,5 milioni di euro.

Scelte degli italiani

Circa un milione di contribuenti ha scelto di destinare l’otto per mille all’edilizia scolastica. Complessivamente, su 42 milioni di dichiaranti, solo 16 milioni hanno espresso una scelta, rappresentando il 40,2% del totale. Più di 24 milioni di contribuenti non hanno indicato alcuna preferenza. Altre possibili destinazioni includono la lotta alla fame nel mondo, interventi in caso di calamità naturali, assistenza ai rifugiati e valorizzazione dei beni culturali.

Distribuzione delle scelte non espresse

Sebbene molti contribuenti non esprimano una preferenza, le quote inespresse vengono redistribuite tra i destinatari in base alle scelte degli altri. Di conseguenza, del miliardo di euro assegnato alla Chiesa cattolica, 433 milioni provengono dalle preferenze espresse, mentre 629 milioni derivano da quelle non espresse. Lo Stato riceve 426 milioni di euro, di cui 172 sono preferenze espresse e 253 milioni derivano da scelte non espresse.

Tendenze nel tempo

Dal 2004, la Chiesa ha spesso superato lo Stato nei fondi ricevuti dall’otto per mille. All’epoca, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) raccoglieva l’89,64% rispetto all’8,94% dello Stato. Oggi, però, la Chiesa vede una perdita di preferenze, mentre lo Stato guadagna consensi, causando una riduzione del gap tra le due entità.

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