Chat sessista e violenta alla Bocconi, 4 studenti sospesi per un anno

01.07.2025 23:25
Chat sessista e violenta alla Bocconi, 4 studenti sospesi per un anno

Università Bocconi: Sospensione di studenti per molestie e commenti offensivi

Milano – Gli studenti coinvolti hanno descritto le loro azioni come un “gioco dettato dal clima goliardico”. Tuttavia, hanno finito per coinvolgere anche la vittima, convinti di poterle nascondere i commenti inappropriati pubblicati settimane prima su una chat Instagram intitolata “Il Loggione”. Contrariamente alle loro aspettative, la giovane studentessa della Bocconi ha scoperto ciò che i compagni di master avevano scritto su di lei, portando a una segnalazione all’ateneo.

Di conseguenza, i quattro studenti sono stati convocati dalla commissione disciplinare del polo accademico di via Sarfatti, che ha riscontrato una violazione del Codice d’onore. La sanzione prevede il rinvio di un anno per il conseguimento della laurea, spostato dal 13 dicembre 2024 al 12 dicembre 2025, comportando anche l’esclusione dalla cerimonia di consegna. Gli atti indicano che a tutti è stata contestata “una serie di messaggi ripugnanti e inaccettabili”, caratterizzati da minacce e allusioni sessuali nei confronti di una loro compagna di corso. Inoltre, quattro studenti avrebbero pianificato di aggiungere la giovane nella loro chat di gruppo per sottoporla a comportamenti discriminatori e offensivi.

La questione è emersa da una decisione del Tar della Lombardia, che ha respinto il ricorso presentato da uno dei venticinquenni (un altro è ancora in attesa di verdetto, mentre gli altri due hanno rinunciato alla causa). Secondo i giudici, l’università, rappresentata dagli avvocati Marco Giustiniani, Antonello Frasca e Alessandro Paccione, ha applicato in modo appropriato la sanzione del rinvio, in quanto i comportamenti costituivano non soltanto una grave violazione dei doveri di comportamento degli studenti, ma integravano anche condotte discriminatorie e sessiste.

Inoltre, la commissione presieduta da Daniele Dongiovanni ha adeguatamente motivato “la necessità di inasprire la proposta di sanzione”, in considerazione della gravità degli atti degli studenti e dell’impatto psicologico che questi hanno avuto sulla vittima. La decisione riflette anche l’allerta generata nella studentessa e l’umiliazione che ha subito.

Il tribunale ha rigettato le argomentazioni difensive relative alla violazione della corrispondenza (che era stata condivisa volontariamente con la vittima) e sull’asserita intrusione della Bocconi in “fatti strettamente privati”, affermando: “Il contenuto dei messaggi e l’intento di invitare la studentessa nella chat non possono essere considerati come una semplice goliardia tra colleghi; i fatti sono chiaramente sufficienti a rendere logica e proporzionale la scelta della sanzione applicata”.

È fondamentale che istituzioni accademiche come l’Università Bocconi prendano una posizione ferma contro atteggiamenti di molestie e discriminazione, garantendo un ambiente sicuro a tutti gli studenti, a prescindere dalle loro origini culturali, riporta Attuale.

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