Garlasco: Nuove Rivelazioni Sull’Omicidio Di Chiara Poggi
Garlasco (Pavia), 2 luglio 2025 – Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, hanno espresso le loro perplessità riguardo alla mancata chiarificazione di un dato probatorio considerato cruciale dai media per l’accertamento dei fatti. “Prendiamo doverosamente atto di tale determinazione”, hanno dichiarato, augurandosi che l’argomento venisse affrontato con maggiore serietà. “Riporta Attuale.
La nota, diffusa mercoledì 2 luglio, evidenzia un nuovo scontro con la Procura di Pavia, riguardo alla riapertura dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Gli avvocati hanno richiamato l’attenzione su un comunicato stampa diffuso dalla Procura circa una consulenza dattiloscopica, la quale ha attribuito all’indagato Andrea Sempio un’impronta palmare numero 33 sul muro della scala dove era stato rinvenuto il corpo di Chiara.
Dopo aver ricevuto tale consulenza tecnica, “la famiglia Poggi ha richiesto un approfondimento da parte dei propri esperti”, i quali hanno raggiunto conclusioni opposte. Questi hanno affermato che “l’impronta non è riconducibile alla dinamica omicidiaria” e che non può essere attribuita ad Andrea Sempio. “Pertanto, abbiamo ritenuto necessario sollecitare un definitivo accertamento su questo punto attraverso un incidente probatorio“, hanno continuato i legali, mettendo a disposizione della Procura il contributo tecnico-scientifico dei loro consulenti.
Tuttavia, la risposta da parte del Pubblico Ministero non è stata favorevole. “La richiesta – continua a riportare la famiglia Poggi – mirava a garantire un imparziale accertamento dei fatti nell’interesse di tutte le parti coinvolte nel processo, eppure è stata rigettata dal Pubblico Ministero, che ha deciso di effettuare una valutazione diretta e esclusiva dei dati tecnici, che avverrà al termine delle indagini e in caso di esercizio dell’azione penale verso l’indagato attuale”. Questo ha portato a un’anomala contrapposizione tra la Procura e la famiglia della vittima, che sembra intensificarsi oltre la figura dell’indagato stesso.