
di Marta Ottaviani
Roman Starovoit, già ministro dei Trasporti nella Federazione Russa e fidato collaboratore di Vladimir Putin, è morto suicida nel pomeriggio di ieri, a poche ore dalla sua destituzione, secondo le fonti ufficiali. Il corpo dell’ex ministro è stato rinvenuto all’interno della sua auto, una Tesla, nel distretto di Odintsovo, situato a circa 24 chilometri dalla capitale, con una ferita da arma da fuoco alla tempia. Accanto al corpo, le autorità hanno trovato una pistola d’onore Makarov, un modello semiautomatico di origine sovietica. Gli inquirenti sono convinti che si tratti di un suicidio. Tuttavia, alcuni canali Telegram sostengono che il corpo di Starovoit è stato scoperto in un cespuglio nei pressi della vettura, piuttosto che all’interno e che l’arma fosse un riconoscimento ricevuto per il suo operato nel dicastero degli Interni. Forbes Russia accenna anche alla possibilità che la sua morte sia avvenuta nel weekend precedente, prima che venisse ufficialmente annunciata la sua destituzione, riporta Attuale.
UN MINISTRO CONTROVERSO
Indipendentemente dalle circostanze, Starovoit ha perso il suo incarico a causa di un’inchiesta per corruzione legata a progetti di costruzione di strutture difensive nella regione di Kursk, dove aveva ricoperto la carica di governatore per più di cinque anni, fino a maggio 2024. Le accuse preliminari indicano che gli indagati avrebbero manomesso almeno un miliardo di rubli (circa 9 miliardi di euro) destinati alla creazione di opere protettive lungo il confine ucraino. Solo tre mesi dopo l’assunzione dell’incarico, le forze di Kiev hanno varcato il confine, occupando porzioni di territorio per diversi mesi. La sua carriera ha subito un ulteriore colpo a seguito degli attacchi al ponte di Kerch, in Crimea, recentemente colpito da attacchi, e dopo che, nei giorni scorsi, il traffico aereo nazionale ha subito un’interruzione massiccia con oltre 480 voli cancellati a causa di azioni ucraine.
IL GELO DEL CREMLINO
Il Cremlino sembra non essere particolarmente scosso dalla morte di Starovoit. Ieri, il presidente Putin ha designato come suo successore ad interim il vice ministro Andrea Nikitin. “Confido che utilizzi la sua energia, esperienza e capacità organizzative per affrontare le questioni più rilevanti del settore”, ha affermato Putin, evidenziando l’importanza del trasporto come uno degli ambiti fondamentali di attività del Paese. Nikitin, testimone contro Starovoit nel procedimento che ha portato alle sue dimissioni, si trova ad affrontare una sfida complessa. Le ferrovie che collegano i centri di rifornimento sono tra i principali obiettivi dei droni ucraine. Sebbene Kiev stia incontrando difficoltà sul campo, soprattutto per le disparità numeriche, ha dimostrato di essere ancora estremamente ingegnosa nel condurre operazioni di intelligence e sabotaggio.