Senza provare un attimo d’imbarazzo, Donald Trump sta riscrivendo la definizione stessa di corruzione negli Stati Uniti. Da rabdomante della politica, identifica i varchi nel sistema istituzionale per perseguire i propri interessi durante il suo mandato, trasmettendo implicitamente un messaggio più importante: a lui non si applicano vincoli che riguardano gli altri, essendo un leader eccezionale al di sopra della legge e delle sanzioni tipiche delle democrazie. Dunque, tutto gli è permesso, riporta Attuale.
L’ultimo scandalo
L’ultimo scandalo riguarda gli investimenti azionari del presidente. Il portafoglio azionario di sua proprietà, formalmente gestito dai figli Eric e Donald Jr., ha registrato nei primi tre mesi dell’anno un’enormità di 3.642 transazioni, corrispondenti a una media di circa quaranta titoli comprati e venduti ogni giorno. Il valore degli investimenti varia fra i 220 e i 750 milioni di dollari, secondo le dichiarazioni recentemente firmate dallo stesso Trump per ottemperare agli obblighi imposti dallo US Office of Government Ethics. Tra i titoli figurano alcuni dei più noti per ogni investitore internazionale, come Microsoft, Meta (la holding di Facebook), Oracle, Broadcom (un’azienda leader nell’intelligenza artificiale), Bank of America e Goldman Sachs.
Da Oracle a Paramount
Già l’attività su Oracle appare controversa. Il presidente ha acquistato titoli del gruppo del suo alleato Larry Ellison per centinaia di migliaia di dollari il 12 gennaio, pochi giorni prima che Oracle finalizzasse l’acquisto delle attività di TikTok negli Stati Uniti sotto la supervisione del governo americano. Inoltre, pochi mesi dopo, l’amministrazione ha espresso un sostegno esplicito per l’acquisizione da parte della Paramount Skydance degli Ellison sulla Warner Bros. Discovery, che controlla anche la Cnn.
Computer Dell
Tra gli investimenti, quello in Oracle non è il più rilevante dal punto di vista del conflitto d’interessi. Il caso più evidente riguarda Dell Technologies. Trump ha acquistato i titoli il 10 febbraio per alcuni milioni di dollari; quando ciò è avvenuto, la famiglia Dell aveva già versato 6,2 milioni nella “Trump Account Initiative”, un progetto per creare portafogli d’investimento per i neonati in America. L’8 maggio, Trump ha lodato pubblicamente l’azienda durante un evento alla Casa Bianca, esortando a comprarla («Andate fuori e comprare Dell», ha detto testualmente). Quel giorno, il titolo dell’azienda, di cui lui detiene i titoli, è salito del 12%: si tratta del caso più evidente di manipolazione di mercato, avvenuto appena pochi giorni prima della firma della sua dichiarazione sugli investimenti in corso.
Boeing e Nvidia
Altri esempi includono Boeing, dove Trump ha investito prima di annunciare un accordo commerciale del gruppo con la Cina, e Nvidia, investendo fino a un milione poco prima di convalidare le vendite di chip avanzati alla Cina. Anche Doordash è un caso significativo: Trump ha investito ripetutamente fino a marzo e il 13 aprile ha ordinato un pasto dall’azienda, ritirandolo in diretta tivù alla Casa Bianca, elogiando il servizio.
Debolezze di sistema
Il fiuto di Trump per le debolezze del sistema si conferma. I presidenti moderni avevano sempre trasferito i propri patrimoni in fondi ciechi, di cui ignoravano gli investimenti. Tuttavia, non esiste una regola in America che lo imponga. Sebbene non sia chiaro chi gestisca le operazioni di Trump, è evidente che egli ne è al corrente, dato che ha firmato la dichiarazione. Del resto, la Corte Suprema, a maggioranza conservatrice, ha già stabilito che il presidente non è perseguibile per alcun reato commesso durante il suo mandato. Pertanto, oltre ai profitti azionari, Trump trae un ulteriore vantaggio: dimostra implicitamente all’America che lui è sempre al di sopra di tutti e di tutto.