Chi sono i drusi e perché Israele li sta proteggendo in Siria

17.07.2025 12:05
Chi sono i drusi e perché Israele li sta proteggendo in Siria

GERUSALEMME – Le recenti e drammatiche notizie dai fronti siriani mettono in luce la difficile situazione della minoranza drusa in Siria, che sta cercando di ricostruire la proprie coesione interna dopo la caduta, avvenuta otto mesi fa, del regime di Bashar Assad. Al momento, sembra vigere una fragile tregua intorno a Sweida, una località drusa nel sud del Paese. Nella mattinata, a seguito di tensioni crescenti, jet israeliani hanno ripreso a bombardare le aree costiere di Latakia, dopo aver colpito a Damasco, nel cuore del governo siriano. Ieri, per la prima volta, il presidenti ad interim Ahmad al Sharaa ha attaccato direttamente Israele, accusandolo di voler «destabilizzare» la Siria, riporta Attuale.

Chi sono dunque i drusi e quale posizione occupano nel complesso panorama di fedi e etnie che caratterizza il Medio Oriente? Si definiscono monoteisti e, sebbene non si considerino musulmani, utilizzano l’arabo come parte della loro identità culturale. Mantengono segreti alcuni rituali, e nutrono convinzioni riguardo alla reincarnazione e all’eternità dell’anima. Malgrado le persecuzioni e le discriminazioni che hanno subito, la comunità drusa è fiera della propria appartenenza. Si stima che oggi i drusi siano tra 800.000 e un milione, prevalentemente concentrati in Siria, Libano e Israele. La loro strategia per la sopravvivenza è stata quella di preservare una comunità chiusa e di accettare compromessi con il potere centrale.

I drusi si sono distinti come gruppo a partire dall’11esimo secolo, durante il regno del Califfato Fatimide, con al-Hakim bi-Amr Allah considerato una figura divina dai suoi seguaci. Dopo la sua morte nel 1021, hanno subito persecuzioni che li hanno costretti a rifugiarsi nelle zone montuose di Siria, Libano, Galilea e Golan. Nel Dodicesimo secolo, il viaggiatore ebreo Benjamin Tudela documentò la presenza di comunità druse isolate e difese da guerrieri. Nei secoli successivi, la loro popolazione si è espansa, ma non senza conflitti, come gli scontri sanguinosi nel Diciannovesimo secolo tra drusi e maroniti in Libano, che portarono a un intervento francese a favore dei cristiani. I drusi hanno continuato a lottare per la loro autonomia, e nel 1925, il leader druso Sultan al-Atrash guidò una rivolta contro il regime coloniale francese, sebbene questa venne repressa.

Attualmente, la Siria è in preda a una guerra civile che dura da oltre 14 anni. Ahmad al Sharaa guida una coalizione instabile di milizie sunnite e cerca di unificare il Paese in un contesto di crescente violenza. Molti drusi, specialmente quelli del sud, sono già stati vittime di conflitti interni. Il dominio degli alawiti e delle forze ex-regime ha portato a gravi scontri, con migliaia di vittime. Inoltre, al Sharaa ha legami con gruppi jihadisti, e il suo esercito includeva corpi drusi schierati contro i sunniti estremisti. La recente alleanza con Israele ha complicato ulteriormente il panorama, mentre il governo di Benjamin Netanyahu cerca di presentare la propria azione come un intervento a favore di una minoranza perseguitata.

La tensione continua ad aumentare, con Israele che si propone come alleato dei drusi siriani, mirando al contempo a mantenere il controllo strategico della regione. Negli ultimi mesi, Israele ha effettuato ripetuti bombardamenti in Siria, giustificati dalla necessità di contenere l’influenza iraniana e da preoccupazioni relative alla stabilità regionale. Stati Uniti e Turchia sono coinvolti nei tentativi di mediazione, ma le difficoltà persistono, complicate da alleanze e rivalità storiche. In questo contesto, le prospettive per la comunità drusa e per la Siria restano incerte, con una situazione fragile che continua a evolversi.

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