Trump e i suoi schizzi: un passato artistico nascosto?
Donald Trump, noto per la sua carriera da imprenditore e per il suo mandato presidenziale, ha sempre sostenuto di non essere un artista. Tuttavia, durante un contenzioso legale a Miami riguardante un articolo del Wall Street Journal, ha affermato: “Non disegno”. Questo avvenimento è avvenuto mentre Trump chiedeva 10 miliardi di dollari per diffamazione, accusando il giornale di aver pubblicato un pezzo “falso e maligno” che lo collegava a Jeffrey Epstein, il finanziere defunto e controverso. L’articolo sosteneva che Trump avesse inviato a Epstein un biglietto di compleanno contenente un disegno di una donna nuda, accompagnato da un messaggio ambiguo. In materia, il quotidiano newyorkese ha esercitato un certo scetticismo. Durante il periodo di riflessione su queste accuse, Trump ha sottolineato che realizzare schizzi non era il suo forte, eppure
riporta Attuale.
Ma proprio questa affermazione sembra contraddirsi. In un’analisi condotta dal New York Times, è emerso che Trump ha effettivamente creato numerosi schizzi nel corso degli anni. Questi disegni, elaborati con un pennarello nero e presentanti la sua firma, condividono molte somiglianze con il biglietto di auguri menzionato nel Wall Street Journal.
In un libro pubblicato nel 2008, “Trump Never Give Up: How I Turned My Biggest Challenges Into Success”, Trump scriveva di come impiegasse pochi minuti per disegnare, che potesse trattarsi di un grattacielo o di un panorama urbano. Ha anche affermato di aver contribuito a raccogliere fondi per beneficenza attraverso le sue opere. Le donazioni di suoi disegni a diverse organizzazioni avvennero nello stesso periodo in cui inviò quel particolare biglietto ad Epstein. Un esempio è uno dei suoi elaborati, relativo allo sviluppo del progetto Riverside South, donato nel 2003 alle Capuchin Food Pantries e successivamente messo all’asta da Sotheby’s dopo il suo ingresso alla Casa Bianca.
Negli anni successivi, durante la sua presidenza, alcuni schizzi firmati da Trump sono stati battuti all’asta per somme considerevoli. Un disegno dell’Empire State Building, per esempio, venduto per 100 dollari in un’asta di beneficenza nel 1995, nel 2017 è arrivato a realizzare 16.000 dollari.
Non solo urbanistica; Trump ha anche dato vita a schizzi di ponti. Un’opera realizzata nel 2006 rappresenta il famoso George Washington Bridge, situato a Fort Lee, nel New Jersey. Questo dimostra la versatilità del suo interesse artistico.
In aggiunta, Trump non si è limitato a ritratti realistici. Con il suo pennarello, ha anche creato opere più fantasiose, come un disegno descritto come “l’albero dei soldi”, venduto per 8.500 dollari. Queste opere mettono in discussione la sua autodefinizione di non artista, offrendo una nuova prospettiva sul suo lato creativo. La contraddizione tra le sue affermazioni e il suo passato artistico invita a riflessioni più profonde sulla figura complessa di Trump e sull’immagine che costruisce di sé stesso.
Nella considerazione di queste opere, non possiamo fare a meno di chiederci: cosa ci dice il modo in cui Trump gestisce la sua narrativa artistica rispetto al suo stile di leadership e alla sua presenza pubblica? La sua abilità di unire affari e creatività getta una luce affascinante sulla sua personalità e sul modo in cui si relaziona con il mondo che lo circonda.
Donald Trump continua a suscitare interesse e curiosità, non solo come figura politica, ma anche come artista inconsapevole delle sue potenzialità.