Risultati Elettorali in Giappone: Una Perdita Storica per il Partito Liberaldemocratico
Il recente rinnovo della Camera Alta giapponese ha segnato un momento cruciale per la politica giapponese. Domenica scorsa, il Partito Liberaldemocratico (Ldp), che ha detenuto la maggioranza per sette anni, ha subito una severa sconfitta, con una perdita di seggi. Con 47 posti conquistati insieme al partner junior Komeito, non ha raggiunto i 50 necessari, mentre l’opposizione ha ottenuto 78 seggi, aprendo così la strada a nuove possibili alleanze politiche. Resta quindi sul tavolo la possibilità per la coalizione di governo di legiferare con il supporto di almeno un partito di opposizione, come già avvenuto nella Camera Bassa dopo le elezioni di ottobre scorso, riporta Attuale.
Questa è la prima volta dal 1955 che un governo guidato dall’Ldp non ha la maggioranza in nessuna delle due Camere del parlamento. Nonostante l’esito negativo, il premier Shigeru Ishiba ha dichiarato che non si dimetterà e ha sottolineato la necessità di portare avanti i negoziati cruciali con gli Stati Uniti sui dazi, anche se tali accordi sembrano sempre più lontani, considerando la scadenza imminente del primo agosto. Ishiba ha dichiarato: “Non possiamo mettere a rischio questi negoziati; dobbiamo dedicare tutte le nostre energie per il bene del Paese”. Tuttavia, le sue parole non hanno convinto molti osservatori.
In questo contesto, il partito di estrema destra Sanseito, guidato da Sohei Kamiya, ha ottenuto risultati sorprendenti con la sua campagna fortemente anti-immigrati, conquistando 15 seggi nella Camera Alta, accolti con entusiasmo dai suoi sostenitori. Kamiya ha affermato che il popolo giapponese ha riconosciuto la validità delle sue posizioni, nonostante le critiche di xenofobia e discriminazione. Sanseito si è affermato in particolare a Tokyo, dove si è posizionato come il secondo partito più popolare dopo l’Ldp.
Esaminando le dinamiche regionali, l’unica prefettura a votare contro Sanseito nella regione di Tokyo-Kanagawa-Chiba-Saitama è stata Chiba. L’ex governatore di Tokyo, Yoichi Masuzoe, ha paragonato la schiacciante affermazione del partito all’ascesa del nazismo negli anni ’20 in Germania. Tra i principali obiettivi espressi da Sanseito, c’è la proposta di limitare la popolazione straniera al 5% in tutte le municipalità, cosa che comporterebbe difficoltà significative date le attuali statistiche demografiche. A Tokyo, ad esempio, la popolazione straniera supera già tale percentuale.
Fondata su YouTube nel marzo 2020, Sanseito ha guadagnato notorietà durante la pandemia, diffondendo teorie anti-vacciniste e cospirazioniste. Questo turno elettorale ha visto il partito attrarre voti conservatori dall’Ldp, specialmente in un clima di crescente costo della vita, in cui gli stranieri sono diventati un facile capro espiatorio. Ishiba ha inoltre annunciato una task force per affrontare i presunti reati compiuti da stranieri, accentuando ulteriormente le tensioni.
Il futuro politico di Ishiba appare incerto: il Partito Democratico Costituzionale, principale opposizione, ha annunciato l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia. Il precedente premier, in situazioni simili, si è dimesso entro due mesi, e gli analisti prevedono che potrebbe accadere lo stesso anche per Ishiba.
Questa situazione potrebbe aprire la strada a figure ultranazionaliste come Sanae Takaichi, considerata da molti l’erede di Shinzo Abe, o a Takayuki Kobayashi, un ex ministro ammirato dai giovani conservatori. In lizza anche Shinjiro Koizumi, nominato recentemente ministro dell’Agricoltura e considerato una figura moderata.
La crescita del nazionalismo estremo all’interno dell’Ldp è motivo di preoccupazione nel panorama politico giapponese. Ishiba, pur essendo visto come un leader moderato, ha spesso mostrato versatilità nei confronti delle posizioni estreme. Significativi, inoltre, sono i risultati delle donne candidate, con un numero record di 42 seggi, nonostante la diminuzione del numero complessivo di candidate.
Infine, l’affluenza alle urne è stata record nel nuovo sistema di early voting, con oltre 26 milioni di elettori che hanno partecipato, probabilmente facilitati dalla coincidenza delle elezioni con le festività estive. Il totale dei votanti è stato del 58,5%, un incremento significativo rispetto alle elezioni precedenti, segno di un crescente coinvolgimento politico.