Nord Stream 2, una ex modella ucraina coinvolta nel sabotaggio del gasdotto

27.04.2026 16:15
Nord Stream 2, una ex modella ucraina coinvolta nel sabotaggio del gasdotto

La figura di “Freya”: il coraggio di una subacquea nel sabotaggio del Nord Stream 2

Una donna si è distinta come «il sub più coraggioso di tutto il gruppo». Quasi quattro anni dopo il sabotaggio del gasdotto Nord Stream tra Russia e Germania avvenuto nel Mar Baltico, il giornalista del Wall Street Journal, Bojan Pancevski, ripercorre la storia di questo evento nel suo nuovo libro “The Nord Stream Explosion: la vera storia del sabotaggio che ha scioccato l’Europa”, riporta Attuale.

Pancevski, in un’intervista al quotidiano tedesco Bild, racconta di aver incontrato i presunti autori e mandanti dell’operazione, tra cui emerge la figura di una modella pornografica ucraina, nota con lo pseudonimo di “Freya”.

Secondo il giornalista, la donna avrebbe avuto un passato nel mondo delle riviste per adulti: «Da giovane frequentava la vita notturna di Kiev e lavorava occasionalmente come modella, posando anche per servizi fotografici provocanti. In uno scatto di nudo, finito sulla copertina di una rivista, indossava un cappotto da capitano, il titolo della copertina era: “Perché il sole della Crimea risveglia sentimenti erotici?”». In seguito, attorno ai vent’anni, avrebbe scoperto il proprio talento per le immersioni, sviluppando competenze che si sarebbero rivelate decisive anni dopo. Pancevski evidenzia come la guerra di aggressione russa abbia posto fine alla prima carriera di “Freya”, che aveva superato da poco i trent’anni, indirizzando la sua vita su un nuovo cammino.

«La sua capacità di immergersi a profondità inferiori ai 100 metri non era più richiesta», scrive Pancevski riguardo il crollo del turismo dopo l’invasione russa. «Tuttavia, contattò un’unità di intelligence tramite i suoi colleghi sub. Si scoprì che le forze armate potevano ancora utilizzare le sue competenze. Gli ufficiali superiori le chiesero se fosse disposta a partecipare a una missione volta a individuare le fonti che la Russia utilizzava per finanziare la guerra contro il suo Paese. Si trattava di un’operazione delicata e potenzialmente letale. “Dove devo firmare?”, chiese “Freya”.»

La donna avrebbe dunque preso parte direttamente al sabotaggio, eseguendo immersioni ripetute con circa 80 chilogrammi di equipaggiamento per collocare gli esplosivi sui gasdotti, affrontando condizioni meteo e operative estremamente difficili. Pancevski la descrive come «una delle subacquee più determinate del gruppo».

Quando gli investigatori hanno incrociato il suo profilo durante le indagini, si sarebbero mostrati sorpresi dal contrasto tra il passato da modella e il presunto ruolo nell’operazione. Tra il materiale raccolto figuravano anche vecchie fotografie, talune molto esplicite, che avrebbero alimentato i dubbi iniziali sulla sua reale identità. Oggi, secondo la ricostruzione, la donna lavorerebbe come istruttrice di immersioni tattiche per militari ed è formalmente parte delle forze armate ucraine.

Il sabotaggio al Nord Stream 2

È accertato che tra il 26 e il 27 settembre 2022, diverse esplosioni vicino all’isola danese di Bornholm hanno gravemente danneggiato le infrastrutture: tre delle quattro linee dei gasdotti sono state distrutte, interrompendo il trasporto di gas. Le responsabilità dell’attacco, tuttavia, restano oggetto di forti controversie. Mosca accusa l’Occidente, mentre i Paesi occidentali puntano il dito contro la Russia. Le indagini di Svezia e Danimarca sono state archiviate, mentre la Germania continua a indagare.

Un’altra inchiesta giornalistica, firmata da Oliver Schroem e Ulrich Thiele, ipotizza che i mandanti siano ex agenti ucraini addestrati dalla CIA e che gli Stati Uniti fossero a conoscenza del piano, avendo informato anche la Germania senza però ottenere reazioni operative. Sul piano giudiziario, un sospetto – l’ucraino Serhij K. – è stato arrestato in Italia, estradato in Germania e si trova in custodia cautelare dal novembre 2025. È accusato di esplosione e sabotaggio anticostituzionale, ma nega ogni coinvolgimento. È attualmente l’unico indagato detenuto.

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