I lanci aerei di aiuti sulla Striscia sono inefficaci

04.08.2025 12:15
I lanci aerei di aiuti sulla Striscia sono inefficaci

Nuove sfide nella distribuzione degli aiuti a Gaza

Il lancio di cibo e beni di prima necessità sulla Striscia di Gaza tramite aerei si dimostra un’operazione altamente inefficace, incapace di migliorare in modo significativo le condizioni di malnutrizione e sofferenza della popolazione palestinese. Negli ultimi giorni, vari paesi europei hanno iniziato a organizzare aiuti (l’Italia seguirà presto), consapevoli che si tratta di una misura temporanea. Il ministro degli Esteri tedesco, Johan Wadephul, ha dichiarato che «soltanto tramite via terrestre si possono garantire quantità adeguate di aiuti». Inoltre, riporta Attuale.

Le forze armate statunitensi avevano già raggiunto conclusioni simili nel 1991, classificando il lancio aereo di cibo e altri beni come «il metodo di distribuzione meno efficace». Tale opinione è emersa a seguito di un tentativo di aiuto avvenuto nella primavera di quell’anno, quando centinaia di migliaia di curdi iracheni si erano rifugiati nelle zone montuose per sfuggire alla repressione di Saddam Hussein. Gli Stati Uniti iniziarono a lanciare aiuti aerei dopo aver concordato con Gran Bretagna e Francia una zona di divieto di sorvolo per l’aviazione irachena.

Tuttavia, i carichi paracadutati causarono notevoli danni, con persone schiacciate e pacchi che atterravano in zone ad alto rischio. I rifugiati erano costretti a correre per accaparrarsi i pacchi, causando una distribuzione iniqua. Dopo alcune settimane, l’esercito interruppe i lanci aerei e cominciò a distribuire gli aiuti tramite elicotteri, prima di riuscire ad aprire una via terrestre per i camion. Da allora, la distribuzione aerea di aiuti è rimasta praticamente abbandonata per 30 anni, prima di essere ripresa durante il conflitto attuale a Gaza.

Questo è il secondo tentativo dei paesi occidentali di inviare aiuti a Gaza tramite aerei. Nel marzo 2024, l’allora amministrazione di Joe Biden, esasperata dal blocco israeliano, avviò un’operazione di lancio aereo di cibo e beni essenziali, ma fu interrotta dopo poche settimane per la sua insufficienza.

Le operazioni di lancio sono intrinsecamente pericolose per la popolazione a terra. I rifornimenti, posti su palletti pesanti, vengono lanciati da notevoli altezze e possono causare gravissimi infortuni. Le operazioni, nei contesti ideali, vengono coordinate per garantire una caduta sicura, ma ciò è impossibile a Gaza, dove la mancanza di autorità sul campo rende impraticabile tale logistica.

Spesso, i pallet vengono lanciati in aree ritenute sicure, ma gli esiti sono devastanti. Nel 2024, ci sono stati cinque morti a causa del mancato apertura di un paracadute. Le ultime dichiarazioni dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari segnalano che anche recentemente ci sono stati infortuni e danni alle tende e agli edifici dovuti ai lanci.

Inoltre, il lancio di grandi carichi provoca una competizione tra le persone, favorendo solo i più forti o agili. Un esempio è quanto accaduto a una donna in al Karama, a est della città di Gaza, che ha raccontato che un pallet è caduto sul suo tetto, facendolo crollare. Mentre un gruppo di uomini armati correva verso la sua casa, lei e i suoi figli si sono rinchiusi in una stanza, senza ricevere alcun tipo di aiuto e temendo per la propria vita. Le persone più vulnerabili, come anziani e malati, non possono accedere agli aiuti in questo modo, quando vengono lanciati in luoghi inaccessibili.

I lanci aerei non forniscono alimenti adeguati alle oltre 90 mila persone in stato di malnutrizione. Per rimediare alle carenze nutrizionali, le persone malnutrite necessitano di alimenti fortificati, mentre il cibo lanciato (farina, zucchero, cibo in scatola) non soddisfa queste esigenze.

In genere, il lancio di aiuti aerei si rivela molto meno efficiente rispetto alla distribuzione via terra. Un camion può attraversare l’intera Striscia, lunga circa 40 chilometri, in poche ore e consegnare cibo dove necessario. La capacità di carico di un camion è dieci volte superiore a quella di un aereo, e il costo per trasporto in camion è 42 volte inferiore rispetto al lancio aereo.

Tuttavia, il problema principale è che Israele limita l’ingresso dei camion a Gaza, consentendo solo scarso afflusso. Recentemente, Israele ha centralizzato la distribuzione degli aiuti attraverso la Gaza Humanitarian Foundation, creando situazioni di pericolo per i civili, poiché l’esercito israeliano ha condotto attacchi sui civili in fila.

Nel 2024, durante una campagna di lanci aerei protrattasi per diverse settimane, gli Stati Uniti hanno inviato a Gaza 1.000 tonnellate di cibo e altri beni, equivalenti al carico di circa 40 camion. Tuttavia, secondo le Nazioni Unite, per rispondere in maniera adeguata ai bisogni quotidiani della popolazione di Gaza servirebbero 500 camion di aiuti ogni giorno.

– Ascolta anche: Fare il medico a Gaza

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