Szijjártó attacca l’Ucraina: “Stato incivile”, tensioni su un caso di morte in Transcarpazia

07.08.2025 11:40
Szijjártó attacca l'Ucraina: "Stato incivile", tensioni su un caso di morte in Transcarpazia
Szijjártó attacca l'Ucraina: "Stato incivile", tensioni su un caso di morte in Transcarpazia

Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha accusato l’Ucraina di rifiutarsi di indagare sulla morte di József Sebestyén, un cittadino ungherese della Transcarpazia recentemente deceduto dopo essere stato mobilitato nell’esercito ucraino. Secondo il governo di Budapest, l’uomo sarebbe vittima di violenze inflitte da membri di un centro di reclutamento militare. In un’intervista rilasciata al quotidiano filogovernativo Magyar Nemzet, Szijjártó ha definito l’Ucraina “uno Stato incivile” e ha sostenuto che la mancata apertura di un’indagine ufficiale rappresenterebbe una tacita ammissione da parte delle autorità di Kiev dell’esistenza di un sistema di reclutamento forzato accompagnato da abusi.

“Se lo Stato rifiuta di investigare, significa che approva tutto questo”, ha dichiarato il ministro, riferendosi a presunti pestaggi sistematici durante la mobilitazione militare in Ucraina. Secondo Szijjártó, tali pratiche sarebbero radicate e “autorizzate dalle autorità statali”.

Budapest impone sanzioni e accusa Bruxelles di silenzio complice

Il capo della diplomazia ungherese ha inoltre criticato duramente l’Unione Europea per la sua mancata reazione al caso, affermando che Bruxelles “approva tacitamente” quanto avvenuto. Come risposta, l’Ungheria ha annunciato sanzioni unilaterali contro tre comandanti militari ucraini, accusati di aver violato i diritti umani durante il processo di mobilitazione, ed ha esortato il Consiglio dell’UE a fare lo stesso.

Szijjártó ha citato la recente relazione del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, sostenendo che in essa si troverebbero elementi che confermano le accuse contro l’Ucraina. Tuttavia, secondo diverse fonti europee, tale lettura risulterebbe forzata e politicamente motivata.

Bruxelles: evitare la politicizzazione, rispettare la presunzione d’innocenza

In risposta implicita alle accuse ungheresi, l’Unione Europea ha ribadito il proprio sostegno a indagini trasparenti e indipendenti nei Paesi partner, come l’Ucraina. Funzionari comunitari hanno sottolineato che è fondamentale “evitare la politicizzazione di casi isolati in assenza di prove concrete”, ricordando che i risultati preliminari delle indagini ucraine non indicano segni evidenti di omicidio o motivazioni etniche.

L’UE ha inoltre richiamato alla necessità di rispettare il principio della presunzione d’innocenza e di attendere la conclusione dell’inchiesta ufficiale prima di formulare accuse pubbliche. “Il rispetto dei diritti umani deve andare di pari passo con il rispetto dei fatti”, ha affermato un portavoce comunitario a Bruxelles.

Kiev respinge le accuse e difende i diritti delle minoranze

Da parte sua, l’Ucraina ha respinto come “infondate” le affermazioni ungheresi e ha riaffermato il proprio impegno nel tutelare i diritti delle minoranze nazionali, compresa la comunità ungherese della Transcarpazia. Le autorità ucraine si sono dichiarate disponibili al dialogo con Budapest, ma esclusivamente “nel rispetto della sovranità, delle procedure legali e dell’obiettività”.

Fonti ufficiali a Kiev hanno sottolineato che i risultati dell’autopsia non confermano una morte violenta e che qualsiasi dichiarazione su “omicidi politici” o “persecuzioni etniche” rappresenta una speculazione dannosa, che mina la fiducia nel dialogo internazionale e nuoce all’immagine dell’Ucraina sulla scena globale.

L’uso di piattaforme internazionali come il Consiglio d’Europa per fini politici nazionali, ha sottolineato Bruxelles, contraddice lo spirito di cooperazione basato su fatti e non su emozioni. In questo contesto, la strumentalizzazione del caso Sebestyén rischia di compromettere ulteriormente i rapporti bilaterali tra Ungheria e Ucraina in un momento già delicato per la sicurezza regionale.

1 Comment

  1. La situazione tra Ungheria e Ucraina sembra davvero complicata… È preoccupante pensare a come la politica possa influenzare la vita delle persone. Spero che ci sia giustizia per chi soffre in tutto questo. Ma chi ascolta davvero le voci di chi è coinvolto?

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