Il Premio Nobel Giorgio Parisi: l’Intelligenza Artificiale e la Questione della Neutralità Tecnologica
Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica, avverte che l’Intelligenza Artificiale (AI) non è neutrale, un concetto che sottolinea all’interno del dibattito sull’enciclica di Papa Leone XIV riguardante l’impatto della tecnologia sulla società. Parisi dichiara di non aver ancora avuto modo di analizzare l’enciclica di papa Leone XIV che tratta di questo tema in modo dettagliato, ma ha riflettuto ampiamente sull’argomento nel suo libro Le simmetrie nascoste, vincitore del premio Camillo Golgi, riporta Attuale.
Il professor Parisi sottolinea che la tecnologia porta con sé una filosofia e un sistema di valori. «Ogni tecnologia porta con sé una filosofia implicita, un sistema di valori incorporato nelle scelte di chi la progetta», afferma. E aggiunge che nell’ambito dell’AI, le macchine imparano dagli esempi forniti, che riflettono le scelte e i pregiudizi umani, spesso amplificandoli.
Il Nobel osserva anche il ruolo cruciale degli scienziati nel determinare i valori da incorporare nella tecnologia. «La pretesa di una neutralità assoluta è un’illusione», afferma Parisi, esortando a riconoscere i valori già presenti nelle tecnologie e a prendere decisioni consapevoli sui valori che si desidera promuovere.
Rispondendo alla domanda sulla capacità delle AI di comportarsi in modi imprevisti, Parisi afferma che, sebbene esista una certa opacità nel comportamento della tecnologia, non è necessariamente incomprensibile. «Non sappiamo dire con precisione cosa accade dentro i loro strati intermedi. Tuttavia, c’è potenziale per comprendere e controllare il loro comportamento, utilizzando strumenti teorici forniti dalla fisica», sottolinea.
Riguardo l’affermazione del Papa che la decisione finale dovrebbe rimanere umana, Parisi concorda: «Solo gli esseri umani hanno una coscienza del mondo e sanno formulare giudizi di valore. Tuttavia, è fondamentale rendere questa scelta realistica, piuttosto che vederla come una previsione inevitabile». Gli scienziati sono quindi invitati a mantenere l’umanità al centro anche di fronte a sistemi sempre più veloci e complessi.
Parisi avverte sui pericoli di delegare non solo compiti tecnici ma anche giudizi morali o politici alle macchine, affermando: «Delegare il giudizio morale o politico a una macchina sarebbe assolutamente negativo». Riconosce il rischio insidioso di mascherare decisioni politiche sotto l’apparente oggettività della tecnica, sottolineando che «la scelta di chi colpire non può essere lasciata a un algoritmo».