Parigi blocca l’ingresso di Ben-Gvir dopo l’assalto alla Flotilla, tensioni diplomatiche in aumento

24.05.2026 06:05
Parigi blocca l’ingresso di Ben-Gvir dopo l’assalto alla Flotilla, tensioni diplomatiche in aumento

Blocco di Itamar Ben-Gvir: la Francia punisce le azioni israeliane durante la Flotilla

La faglia diplomatica tra l’Europa e l’ala più oltranzista del governo israeliano tocca il punto di non ritorno, mentre emergono dettagli sulle violenze subite dagli attivisti della Global Sumud Flotilla. Con un provvedimento d’urgenza ufficializzato ieri, il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha decretato l’interdizione immediata dal territorio nazionale per il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir. La misura senza precedenti per un esponente governativo in carica, è motivata da quelli che Parigi definisce “comportamenti inqualificabili” contro i cittadini francesi ed europei a bordo della spedizione umanitaria. Il governo transalpino, pur ribadendo di non approvare l’iniziativa della Flotilla, ha sancito il blocco totale per il leader della destra israeliana. E, da parte italiana, ecco la dichiarazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Siamo amici di Israele, ma deve capire che c’è un limite oltre il quale non si può andare”, riporta Attuale.

Mentre la diplomazia alza un muro, circa cinquanta attivisti della Flotilla – liberati dal carcere israeliano di Ketziot e atterrati a Istanbul – si trovano ricoverati negli ospedali della città turca. I racconti dei testimoni delineano scenari brutali: “Tecnicamente siamo stati in un campo di concentramento galleggiante nel Mediterraneo”, denunciano i partecipanti rientrati in Italia, riferendo l’uso di taser, spari con pallini, abusi e persone costrette a implorare per allentare le fascette ai polsi sanguinanti.

Tra i feriti più gravi rimasti in Turchia c’è il sessantanovenne trentino Ruggero Zeni, attualmente sotto osservazione in ospedale di Istanbul dopo aver subito un pugno al fegato sferrato da un carceriere israeliano. Le accuse incrociano direttamente Ben-Gvir. L’attivista bolognese Ilaria Mancosu (Rivolta Pride), rientrata in Italia in queste ore, ha raccontato a Sky Tg24 di essere stata confinata in un capannone dove si è palesato lo stesso ministro israeliano: “Ogni volta che si intonava un “Free Palestine“ partivano le botte. Venivano a darti dei pugni, a schiacciarti la faccia per terra e a darti dei calci, davanti al ministro”.

Una strategia di disumanizzazione che, secondo i verbali, prevedeva l’obbligo di dormire seminudi a terra senza materassi, continue privazioni del sonno e l’isolamento forzato nei container metallici per chi si trovava a bordo delle ultime imbarcazioni intercettate in acque internazionali. Queste pesantissime testimonianze hanno impresso una svolta drammatica al fronte giudiziario italiano.

La Procura di Roma, dopo aver ascoltato i primi rimpatriati – tra cui il deputato Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani –, ha esteso il raggio d’azione del fascicolo d’inchiesta. Oltre all’ipotesi originaria di sequestro di persona legata all’arrembaggio della motonave Eros 1, i magistrati di Piazzale Clodio stanno ora valutando i reati di tortura e violenza sessuale. Lo strappo politico e legale è ormai totale.

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