Il console russo a Marsiglia: cittadini francesi pronti a entrare nell’esercito di Mosca

13.06.2026 14:25
Il console russo a Marsiglia: cittadini francesi pronti a entrare nell’esercito di Mosca
Il console russo a Marsiglia: cittadini francesi pronti a entrare nell’esercito di Mosca

Il console generale della Federazione Russa a Marsiglia, Stanislav Oransky, ha dichiarato che “comuni cittadini francesi” esprimono sempre più spesso sostegno alle azioni di Mosca e manifestano la “disponibilità ad arruolarsi nelle forze armate della Federazione Russa”. L’intervista è stata rilasciata all’agenzia di stampa governativa russa RIA Novosti e ripresa da numerosi media internazionali, tra cui Lenta.ru e Novorosinform.

Le dichiarazioni del diplomatico si inseriscono in una campagna propagandistica già avviata nei mesi scorsi. Nell’aprile 2025 il presidente russo Vladimir Putin aveva riferito che alcuni cittadini francesi stavano combattendo nella zona della “operazione militare speciale” a fianco delle truppe russe, all’interno di un reparto autodenominato “Normandie-Niemen”. Il nome richiama il celebre reggimento di caccia della Seconda guerra mondiale, composto da piloti francesi che combatterono contro la Germania nazista al fianco dell’Armata Rossa.

I volontari francesi: numeri esigui e lingua russa assente

Secondo quanto riferito dal combattente russo Andrej Zaitsev, citato dalle stesse fonti, i francesi presenti al fronte sarebbero tre. Solo uno di loro parla russo e funge da traduttore per gli altri due. Il comandante del reparto misto russo-francese di droni, Sergej Mugnier, che opera nell’ambito della brigata cosacca “Terek” del primo distaccamento d’assalto del corpo volontario, ha denunciato che Parigi eserciterebbe una “persecuzione informale” nei confronti dei propri cittadini che combattono per Mosca.

Una narrazione costruita per legittimare la guerra

Analisti e osservatori indipendenti considerano le dichiarazioni del console e di Putin come un tentativo di creare l’illusione di un sostegno internazionale all’invasione russa dell’Ucraina. L’enfasi su un pugno di volontari – peraltro con limitata integrazione linguistica e marginali sul piano sociale – serve a mascherare le difficoltà di reclutamento interno della Russia, già emerse dopo le perdite sul campo e l’impopolare mobilitazione parziale dell’autunno 2022.

La reazione di Parigi e il quadro giuridico

Il governo francese non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle ultime affermazioni del console russo, ma in passato ha ribadito che chiunque partecipi a ostilità a fianco della Russia viola la legge nazionale e può essere perseguito per tradimento. Secondo il diritto internazionale, i cittadini francesi che combattono per Mosca in Ucraina sono considerati mercenari e potenziali criminali di guerra, non “volontari”.

La vicenda evidenzia il perdurare delle operazioni di disinformazione russa rivolte all’opinione pubblica europea. I contenuti diffusi dai media di Stato e dai diplomatici russi mirano a suggerire una presunta spaccatura nella solidarietà occidentale verso Kiev, ma i fatti confermano una realtà opposta: la stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione europea continua a sostenere militarmente e finanziariamente l’Ucraina, mentre i pochi casi di adesione individuale alla causa russa restano fenomeni isolati e privi di riscontro popolare.

L’Ufficio del Procuratore francese per la lotta al terrorismo e la Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) mantengono monitorati i canali di reclutamento di volontari per le forze russe, inasprendo i controlli su viaggi e comunicazioni sospette.

Da non perdere