Le Prospettive di Pace tra Ucraina e Russia: La Visita di Trump e le Recenti Proposte
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Il presidente americano, Donald Trump, ha espresso il suo desiderio di promuovere la PACE e la STABILITÀ a livello globale attraverso un post sul suo social media, in concomitanza con l’intesa firmata alla Casa Bianca tra Armenia e Azerbaigian, mentre si prepara per un incontro con Vladimir Putin il 15 agosto in Alaska, riporta Attuale.
Venerdì scorso, Trump ha dichiarato che si sta avvicinando a un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina. Secondo il presidente americano, un’intesa richiederebbe uno scambio di territori, che sarebbe vantaggioso per entrambi i Paesi, con l’intenzione di assistenza per Kieve nel recupero di alcune aree occupate dai russi. Queste affermazioni sono emerse dopo giorni di indecisione riguardanti i segnali impartiti da Putin a Steve Witkoff, avvenuti il 6 agosto, poco prima della scadenza del termine imposto da Trump sulle sanzioni relative al petrolio russo.
Mercoledì, poche ore dopo l’incontro tra Witkoff e Putin, Trump ha contattato alcuni leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, informando che Putin sarebbe disposto a fermare la guerra se l’Ucraina accettasse di rinunciare al Donetsk (di cui Kiev controlla attualmente un terzo), oltre alla Crimea e al Lugansk. Secondo il Wall Street Journal, Trump ha suggerito che Putin potrebbe accettare di ritirarsi anche da altre due aree parzialmente controllate: Kherson e Zaporizhzhia. Questa proposta, già rifiutata in precedenza dai russi, suggerirebbe una certa apertura da parte di Mosca, dal momento che il 6 agosto Putin ha fatto concessioni rispetto alle sue precedenti richieste di controllo su tutte e cinque le regioni contese. È stato notato, inoltre, che Putin non ha ripetuto affermazioni passate riguardanti la demilitarizzazione dell’Ucraina e la sostituzione del governo ucraino, lasciando aperta la questione delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia.
Tuttavia, il giorno seguente, Witkoff ha tenuto una videoconferenza con i consiglieri ucraini ed europei, correggendo quanto detto in precedenza: ha specificato che la Russia “congelerebbe” le sue posizioni attuali lungo il fronte nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, alcune delle quali, inclusa la centrale nucleare, rimarrebbero sotto il controllo di Mosca. I funzionari europei e ucraini hanno chiesto ulteriori chiarimenti, e secondo il tabloid Bild, alcuni di loro hanno avuto l’impressione che Witkoff avesse inizialmente frainteso il messaggio russo.
L’offerta russa prospettava due fasi: nella prima, un ritiro unilaterale degli ucraini dal Donetsk in cambio di un cessate il fuoco e il congelamento delle linee altrove; nella seconda, un piano di pace definitivo da negoziare con Zelensky. Tuttavia, rimane incerta l’assegnazione dei territori che Kiev potrebbe acquisire in cambio.
In risposta, ucraini ed europei hanno rigettato la proposta russa e hanno presentato una propria controproposta al vicepresidente JD Vance e ai membri del governo americano, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e Witkoff. Questa controproposta richiede che qualsiasi cessazione delle ostilità avvenga prima di qualunque decisione sui territori e afferma che eventuali scambi devono essere reciproci: se l’Ucraina si ritira da certe aree, deve farlo anche la Russia, in particolare da Zaporizhzhia e Kherson. Un aspetto cruciale riguardo tale controproposta è che ogni concessione territoriale da parte di Kiev deve essere accompagnata da garanzie di sicurezza, inclusa la possibilità di entrare nella Nato.
«Non regaleremo la nostra terra. Ogni decisione presa senza di noi non porterà a nulla», ha affermato Zelensky, evidenziando l’importanza di rispettare la Costituzione, che richiede un referendum per cedere territori. Tuttavia, Trump ha avanzato l’ipotesi che Zelensky stesse preparando un accordo per “firmare qualcosa” che non violasse la legge ucraina.