Negoziazioni e territori in gioco nella guerra in Ucraina
Tre zone strategiche, ora oggetto di trattative, restano sotto il controllo russo in Ucraina. Gli ucraini propongono la Crimea, annessa nel 2014, ma l’amministrazione americana mantiene un basso profilo sulla questione. Attualmente, le forze russe occupano l’1% della regione di Sumy e il 5% di Kharkiv, riporta Attuale.
Il Donbass
Il Donbass, ex fulcro industriale dell’Unione Sovietica, è considerato una priorità da Mosca, che reclama la sua sovranità nonostante le truppe russe controllino circa l’80% di quest’area. È suddiviso in due regioni: Lugansk, occupata ormai al 99%, e Donetsk, al 79%. Nel febbraio 2022, i comandi russi erano certi di poter conquistare queste zone in poche ore, ma l’inaspettata resistenza ucraina ha stravolto i piani. Le battaglie più violente si sono consumate nel Donetsk, con perdite incalcolabili a partire dall’assedio della città portuale di Mariupol tra marzo e maggio 2022. Le ostilità hanno poi coinvolto città come Bakhmut, Chasiv Yar, Avdiivka e l’attuale offensiva per il controllo di Pokrovsk.
Kherson
Durante la primavera del 2022, le forze russe avanzarono rapidamente verso ovest dalla Crimea, riuscendo a occupare Kherson a inizio marzo. Tuttavia, a novembre, una controffensiva ucraina ha costretto i russi a ritirarsi a est del Dnipro. Attualmente, i russi controllano circa il 71% della città, che è diventata un luogo desolato. Gli ucraini temono una possibile offensiva russa verso Odessa da questa regione.
Zaporizhzhia
La regione di Zaporizhzhia è stata occupata rapidamente dai russi nel marzo 2022, con attualmente il 74% del territorio sotto il loro controllo, inclusa la centrale nucleare lungo il Dnipro. Gli ucraini mantengono il capoluogo e le aree agricole a nord, ma sono costantemente minacciati da bombardamenti.
Questi sviluppi evidenziano le tensioni critiche nella regione e la grande importanza geopolitica che rivestono questi territori durante le trattative di pace e conflitto in corso.