Condizioni di salute critiche per Emilio Fede, il noto giornalista italiano
Milano – Sono ore di apprensione per Emilio Fede, il giornalista 94enne ricoverato da tempo in una Rsa di Segrate, alle porte di Milano, le cui condizioni generali stanno suscitando crescente preoccupazione. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Adnkronos, negli ultimi giorni la situazione del ex direttore del Tg4 si è aggravata, riporta Attuale.
La salute del veterano del giornalismo è progressivamente deteriorata negli ultimi anni. Nel 2021, Fede era stato ricoverato in condizioni critiche presso il San Raffaele, mentre recentemente era finito al centro delle cronache per alcuni video sui social che lo ritraevano nella struttura assistenziale attuale.
Il destino di uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana resta incerto. Fede, nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 24 giugno 1931, ha attraversato ben sette decenni di giornalismo, costruendo una carriera che ha lasciato un segno indelebile nella storia televisiva nazionale.
La sua avventura professionale iniziò nella carta stampata, collaborando con “Il Momento – Mattino di Roma” prima di approdare alla Gazzetta del Popolo di Torino come inviato speciale. La carriera televisiva di Emilio Fede iniziò con la Rai, dove iniziò a collaborare nel 1958, diventando per anni inviato speciale in Africa, realizzando servizi che lo consacrarono come uno dei reporter più apprezzati dell’epoca.
È stato per anni uno dei conduttori del Tg1, dirigendo il telegiornale della rete ammiraglia di viale Mazzini dal 1981 al 1983. La svolta decisiva arrivò nel 1989, quando lasciò la televisione pubblica per entrare nell’impero televisivo di Silvio Berlusconi. Trasferitosi in Fininvest, divenne inizialmente direttore di Studio Aperto e poi guidò il Tg4 dal 1992.
Proprio al Tg4, Fede costruì la sua leggenda, dirigendo il telegiornale per oltre vent’anni e diventandone il volto più iconico. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato da una comunicazione diretta e spesso controversa, lo rese uno dei giornalisti più discussi e riconoscibili del panorama televisivo italiano. Nonostante le frequenti accuse di parzialità, mantenne la direzione del tg per vent’anni prima di dimettersi nel 2012.