Putin chiede a Fico di fermare le forniture energetiche all’Ucraina

03.09.2025 16:15
Putin chiede a Fico di fermare le forniture energetiche all’Ucraina
Putin chiede a Fico di fermare le forniture energetiche all’Ucraina

Il 2 settembre 2025, durante un incontro a Pechino con il primo ministro slovacco Robert Fico, Vladimir Putin ha raccomandato a Bratislava di interrompere il transito di gas ed elettricità verso l’Ucraina. Secondo quanto riportato da diversi media russi, tra cui Kommersant e TASS, il presidente russo ha sostenuto che la chiusura delle forniture avrebbe dovuto far comprendere a Kiev “i limiti del loro comportamento” rispetto agli interessi altrui.

Contesto degli attacchi e delle tensioni energetiche

Putin ha formulato il suggerimento dopo che Fico aveva lamentato i recenti attacchi ucraini contro l’oleodotto Druzhba, che trasporta greggio russo verso Slovacchia e Ungheria. Il leader del Cremlino ha dichiarato che Mosca ha deciso di “rispondere seriamente” ai raid ucraini contro l’infrastruttura energetica russa, sottolineando che in passato la Russia avrebbe evitato di colpire obiettivi civili, specialmente in inverno. Tuttavia, Kiev è costretta a importare elettricità dai Paesi vicini proprio a causa dei continui bombardamenti russi contro la rete energetica ucraina.

Il ruolo della Slovacchia nelle forniture a Kiev

Slovacchia, insieme a Ungheria e Polonia, rappresenta una via chiave per l’approvvigionamento di energia verso l’Ucraina. Nel febbraio 2025 Kiev ha importato 7,3 milioni di metri cubi di gas dalla Slovacchia, 7,1 milioni dall’Ungheria e 1,8 milioni dalla Polonia. Bratislava fornisce inoltre fino a 150 megawatt di elettricità all’anno. La sospensione di queste forniture avrebbe un impatto immediato, ma anche la Slovacchia subirebbe ripercussioni economiche e legali, poiché eventuali interruzioni violerebbero la normativa europea e nazionale.

Strategia del Cremlino e posizione slovacca

Gli analisti sottolineano che le dichiarazioni di Putin rappresentano un classico esempio di uso degli idrocarburi come strumento di pressione politica. La dipendenza energetica della Slovacchia dalla Russia — favorita da prezzi del gas più bassi rispetto al mercato internazionale — ha consolidato la posizione filorussa di Fico e rafforzato la convinzione del Cremlino che la sua strategia di divisione interna nell’UE stia funzionando. Tuttavia, il governo slovacco non ha finora trasformato le parole in azioni concrete, consapevole delle conseguenze legali e delle tensioni che un simile passo potrebbe generare all’interno dell’Unione europea.

Prospettive e rischi

La presa di posizione di Putin arriva pochi giorni prima del previsto incontro tra Fico e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, programmato per il 5 settembre, in cui la sicurezza dell’oleodotto Druzhba e le forniture energetiche saranno temi centrali. Le dichiarazioni del Cremlino appaiono dunque come un tentativo di pressione preventiva su Kiev, per spingerla a concessioni nella sua strategia di difesa. Allo stesso tempo, l’episodio mette in evidenza l’urgenza per l’Europa di ridurre drasticamente la propria dipendenza dalle risorse energetiche russe, viste le ricorrenti interruzioni e l’uso politico dell’energia da parte di Mosca.

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