Donald Trump, la percezione di un presidente desideroso di regalità

30.04.2026 07:15
Donald Trump, la percezione di un presidente desideroso di regalità

Donald Trump e il suo stile monarchico: il dibattito in America

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Donald Trump ha ribadito la sua opposizione all’idea di volere un potere monarchico, affermando che le difficoltà politiche nel far approvare le sue decisioni dimostrano la sua posizione. «Non mi sento come un re. Devo affrontare l’inferno ogni volta per fare approvare le cose», ha dichiarato il presidente lo scorso giugno. Domenica scorsa, nel programma 60 Minutes di CBS, Trump ha ripetuto: «Non sono un re. Se fossi un re, non avrei a che fare con te», riporta Attuale.

Un sondaggio del 2025 di YouGov rivela che il 52% degli americani ritiene che Trump desideri essere considerato un re. Questo sentimento è particolarmente forte tra gli elettori democratici, l’84% dei quali condivide questa opinione, rispetto al solo 29% dei repubblicani.

La questione è emersa in un contesto segnato da accuse di Trump riguardo l’espansione eccessiva dei poteri dell’esecutivo, supportata da proteste chiamate «No Kings» in varie città americane. La Casa Bianca e i suoi alleati hanno sostenuto che il Partito Democratico e alcuni media stiano alimentando una retorica irresponsabile contro Trump, la quale potrebbe ispirare attacchi alla sua vita, come ribadito dalla portavoce Karoline Leavitt dopo un recente attentato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca.

Un recente post della Casa Bianca su X ha suscitato polemiche, mostrando una foto di Trump insieme al re Carlo e accompagnata dalla dicitura «DUE RE», scatenando critiche. Il governatore Gavin Newsom ha risposto: «Uno è il Re del Regno Unito, l’altro è il Re delle stron…». Questo episodio mette in luce il profilo della Casa Bianca che, da febbraio, ha utilizzato toni che alcuni considerano provocatori, tra cui un suo tweet in cui proclamava «Lunga vita al re» dopo aver tentato di eliminare la tassa sul traffico a New York.

Un certo numero di elettori democratici si mostra preoccupato per un’amministrazione che sembra centralizzare il potere, infrangendo i principi di «pesi e contrappesi» previsti dalla Costituzione. Dall’altra parte, i sostenitori di Trump affermano che tali tweet sono semplicemente modi esuberanti per celebrare i propri successi e provocare i rivali politici. Condividendo un articolo che sostiene che Trump sia un lontano cugino del re Carlo, il presidente ha twittato: «Wow, che bello, ho sempre voluto vivere a Buckingham Palace!!!».

Indubbiamente, Trump apprezza la sua immagine esposta pubblicamente: dagli edifici governativi ai parchi nazionali, il suo nome è dappertutto. La sua firma sarà aggiunta alle banconote, ed è in programma la coniazione di una moneta d’oro che lo raffigura, mentre il Dipartimento di Stato ha annunciato un’edizione limitata del passaporto statunitense con il suo volto in occasione dei 250 anni dall’indipendenza.

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